Politica

Il primo passo di una rete nazionale

di Vincenzo Sofo

Il nuovo soggetto politico di Salvini è arrivato. Ed è, come previsto, un non-soggetto politico, dal sapore quasi civico. Ossia una formula snella e liquida con un unico e referente - Matteo Salvini - e il forte richiamo ad un 'rassemblement' – Noi – sulla scia dell’esperienza francese di Marine Le Pen. Tutto il più chiaro e semplice possibile, proprio come i punti programmatici che dovranno fare da collante. Il leader del Carroccio trova così il modo di minimizzare il rischio che, come già spiegato su queste colonne di recente, più lo preoccupa: riciclati, vecchi politicanti, delinquenti e delinquentelli. Approdare su territori nuovi, con dinamiche ignote e problematiche fin troppo note, è infatti già di per sé una sfida. Affrontarla con il vecchio strumento del partito gli avrebbe creato un problema di gestione, dovendo selezionare tra persone e realtà nuove una classe dirigente cui affidare il proprio nome e dunque la propria credibilità. Così facendo invece Salvini ha mantenuto le redini del suo brand. Il fatto che non ci siano richiami alla Lega fa comprendere che si tratta di un progetto parallelo, non sovrapposto, con buona pace di alcuni timori interni al suo movimento. Anche se è plausibile che «Noi con Salvini» diventi con il tempo una casa richiesta non solo al centrosud ma anche al nord, divenendo una rete sviluppata in tutto il Paese. Proprio come il Rassemblement Bleu Marine. Soprattutto viste le mosse delle altre forze di centrodestra.

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