Politica

Con la corruzione persi 300 miliardi

Nel 2014 il malaffare ci è costato 5mila euro a testa. Orlando: non sottovalutare la prevenzione. Confindustria scende in campo: «Saremo parte civile nel processo mafia capitale»

L’annuncio è di quelli che fanno rumore e soprattutto di quelli destinati a segnare un punto determinante nella lotta alla corruzione: Confindustria si costituirà parte civile nel procedimento penale nell’ambito dell'indagine su Mafia Capitale. È stato Antonello Montante, delegato di Confindustria alla legalità, a darne notizia durante il seminario sulla corruzione promosso proprio dagli industriali. Un rapporto dettagliato, quello di Confindustria dal quale emerge il volume della «zavorra» del "malcostume" italiano sullo sviluppo economico del Paese. «Se con Mani pulite l’Italia avesse ridotto la corruzione al livello della Francia, riducendo di un punto l'indice di corruzione (Control of corruction) - si legge nel rapporto - il Pil sarebbe stato nel 2014 di quasi 300 miliardi in più, pari a circa 5mila euro a persona». La Confindustria stima infatti che un punto in meno nell’indice è associato a un tasso di crescita annuo del Pil pro capite più alto di 0,8 punti percentuali. Se l’Italia riducesse la corruzione al livello della Spagna, il tasso di crescita sarebbe di 0,6 punti percentuali più elevato. Siamo di fatto il fanalino di coda fra i paesi sviluppati nelle classifiche sulla corruzione, dietro a molti paesi europei, al Giappone, agli Stati Uniti e alla Turchia. Tratti distinti del paese «sono la scarsa responsabilità del sistema politico, la presenza massiccia della criminalità organizzata e un basso livello di capitale sociale, importante antidoto contro la propensione a infrangere le regole». Secondo Confindustria, per cambiare il quadro bisogna potenziare prevenzione e repressione: «Un limite storico è di non aver mai attivato meccanismi di tutela dei dipendenti che denunciano episodi di corruzione». È necessario dunque modificare la disciplina della prescrizione, rivedere le norme sul falso in bilancio, verificare l’efficacia del reato di autoriciclaggio appena introdotto. Inoltre, rendere più efficente la burocrazia e auemntare «il costo economico e morale del pagamento di tangenti. Su questo versante - si legge ancora nel rapporto - le imprese, con l’aiuto delle loro associzioni, possono dare un contributo decisivo adottando codici di condotta efficaci e applicando sanzioni di ostracismo". Infine, "una leva importante sono le politiche per la concorrenza, soprattutto in un settore delicato come quello degli appalti. La notizia della richiesta di costituzione di parte civile nel processo su Mafia capitale è stata appresa con soddisfazione dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando: «Lo considero un fatto molto importante e significativo. Queste vicende colpiscono soprattutto la buona politica, la buona amministrazione e le buone imprese. La corruzione è una battaglia di carattere culturale, con la corruzione viene selezionato il peggio. Nel decreto legge anti-corruzione - spiega ancora il ministro - ci sono norme aggiuntive e non siamo intervenuti semplicemente per corrispondere ad esigenze legate alle ultime vicende su Roma. Abbiamo affrontato alcuni punti chirurgicamente, e il primo riguarda quello della corruzione». Per Orlando poi è «fondamentale la trasparenza nella Pubblica Amministrazione. Noi stiamo affrontando un fenomeno che è una malattia: abbiamo il compito di capire quali sono gli elementi che caratterizzano questo tipo di fenomeno. Per questo fondamentale è la prevenzione: e la parte della legge Severino che riguarda la prevenzione è assolutamente da attuare. È pericolosissimo sottovalutare l’attività di prevenzione, è la battaglia più difficile».

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