«Uniti si vince», recita uno degli striscioni più in voga nello sport di squadra. Quante volte vi è capitato di vederlo in qualche stadio o palazzetto italiano dove si disputava una manifestazione sportiva. Le reazioni alla candidatura di Roma per i Giochi 2024 sono per la maggior parte di incoraggiamento anche se, come sempre accade, non manca qualche voce fuori dal cuore. Comincia Luca Cordero di Montezemolo: «È un giorno importante. Io credo che in un momento così, un paese come il nostro abbia da un lato il desiderio della gente di vedere qualcosa di positivo e dall'altro la necessità di chiamare a raccolta le cose e le persone migliori dell'Italia per promuovere la candidatura. Le Olimpiadi sono certamente una grande opportunità, poi credo che il nuovo regolamento varato dal Cio sia moderno e positivo perchè tutte le vecchie cattedrali nel deserto non avevamo più senso». Secondo Montezemolo, poi, «con tutta la forza di una città come Roma c'è il coinvolgimento di tutto il paese. Io vedo la candidatura come qualcosa di positivo: dovrebbe esserci coesione, entusiasmo e desiderio di fare squadra. Adesso, per questi scandali, siamo anche i campioni del mondo a darne risonanza mondiale. Siamo anche bravi a farci del male, credo invece che proprio nei momenti difficili debba venire fuori la parte migliore del paese. Se diamo per scontato che questo paese non sia più in grado di lanciare una sfida e vincerla, sarebbe tutto molto triste. Un ruolo per le me nel comitato? «Di questo parlatene con mio figlio...». Mario Pescante, membro Cio ed ex presidente del Coni, considera la candidatura «una grande occasione. L'Italia è pregiudizialmente contraria a ciò che prevede un impegno finanziario ma bisogna scuotersi un pò se si pensa che questa possa essere una grande occasione. I Giochi Invernali di Torino 2006 rappresentano un esempio più che positivo. È possibile fare le cose per bene e con trasparenza e credo che l'Italia si possa giocare le sue carte». Circa il nome del presidente del comitato promotore, Pescante ammette che «deve essere un uomo che viene dallo sport, ma che abbia anche una grande conoscenza dei rapporti internazionali». Infine il parere illustre dell’ex numero uno del Coni, Gianni Petrucci rimasto ancora scottato dalla rinuncia del Governo Monti quando lui era al timone dello sport italiano: «Sono al fianco del Coni e di Malagò. Se la riforma del Cio sulle candidature olimpiche fosse arrivata qualche anno fa? Ormai è tutto superato, nel dimenticatoio».
Montezemolo «Ce la faremo»
«Uniti si vince», recita uno degli striscioni più in voga nello sport di squadra. Quante volte vi è capitato di vederlo in qualche stadio o palazzetto italiano dove si disputava una manifestazione...