Politica

Berlusconi avverte Renzi «Sul Colle non decidi tu»

«Il successore di Napolitano sarà una scelta condivisa»

«È logico che non potrà essere eletto un Capo dello Stato che a noi non sembri adeguato all'alta carica che dovrà ricoprire – ha spiegato – Abbiamo ritenuto di dover stipulare quel patto del Nazareno che ci ha dato e ci dà tanto fastidio, perché ci ha impedito una opposizione vera su tutto, ha creato delle difficoltà al nostro interno, ha confuso il nostro elettorato. Ma come facevamo a dire di no a delle riforme che erano e sono le nostre riforme? Per coerenza e per amore di Patria non potevamo dire di no». Ma Berlusconi è anche pronto a riprendere la sua attività politica appena finirà la sua condanna. E i tempi ormai sono molto brevi. «Il 15 febbraio riprenderò la mia piena agibilità politica» ha annunciato. E già altre volte l’ex presidente del Consiglio ha annunciato di voler essere lui a sfidare Matteo Renzi alle prossime elezioni. La replica del partito Democratico è stata affidata a Deborah Serracchiani: «Assolutamente no – ha ripsoto la vicesegretaria del Pd – nel patto del Nazareno non c'è la successione di Napolitano al Quirinale, quel patto prevede le riforme sulle quali siamo stati impegnati e siamo ancora impegnati e lo dimostreremo». A stretto giro gli ha risposto Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia: «Credo che Berlusconi abbia detto una cosa naturale e assolutamente logica: in un clima di condivisione e di confronto, come quello esistente sulle riforme istituzionali e sulla legge elettorale, è del tutto ovvio che debba esserci un dialogo ampio e una scelta condivisa anche sul più importante ruolo istituzionale, che è quello del presidente della Repubblica». «D'altra parte – ha proseguito – è la stessa Carta che, prevedendo maggioranze qualificate per la sua elezione, vuole che il Capo dello Stato sia rappresentativo del più ampio spettro possibile delle forze politiche. Apparirebbe strano che mentre si discute insieme di come cambiare l'architettura del nostro Stato e si discute insieme cercando soluzioni condivise sulla legge elettorale, qualcuno pensasse invece di procedere diversamente con l'elezione di colui che deve rappresentare tutti i cittadini italiani, dal primo all'ultimo. Quindi ritengo che il dialogo e la condivisione sul nuovo presidente della Repubblica facciano senza dubbio parte di quello spirito, chiamiamolo così del Nazareno, che altro non vuol dire che la ricerca di soluzioni ritenute buone da tutti per le scelte fondamentali del nostro Stato».

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