Un «cantiere della libertà» comprendente Forza Italia e la Lega per creare una «squadra di lavoro per la definizione di un programma comune a tutto il centrodestra in vista di possibili appuntamenti elettorali». È l’ultima mossa di Silvio Berlusconi, che avvicina ancora di più Forza Italia alla Lega cogliendo l’assist offertogli dalla flat tax. L’ex premier sostiene di averla lanciata nel 1994 e di non averla potuta realizzare «a causa dei presidenti della Repubblica». Il Carroccio l’ha riproposta ieri in una conferenza stampa con Salvini e il professor Alvin Rabushka, considerato l’inventore della flat tax (tassa piatta, cioè aliquota unica) moderna. Fatto sta che l’asse «verde-azzurro» non piace a tanti. Sicuramente non agli alfaniani, col viceministro della Giustizia Enrico Costa che accusa Berlusconi di farsi «risucchiare» dalla Lega e Quagliariello che spiega che «la nostra scommessa politica è guardare all’enorme spazio tra Salvini e Renzi». E l’idea non piace probabilmente a tanti forzisti, visto che la nota del leader non è stata accompagnata ieri dall’abituale coro di dichiarazioni adoranti.
Il «Cantiere della libertà»
Silvio vara l’asse con la Lega Ma Forza Italia resta fredda
