Politica

Fiducia nei poliziotti. Sulla parola

Un maniaco fermato in spiaggia da un militare senza tesserino

Se un tizio in costume da bagno inizia ad inseguirvi, qualificandosi come poliziotto ma senza esibire distintivi, quindi vi blocca dichiarandovi in arresto, come dovete reagire? Risposta: alzate le mani e consegnatevi docili, sulla fiducia. Lo ha detto ieri la Cassazione, respingendo il ricorso di un condannato in secondo grado per atti osceni in luogo pubblico. Sul lungomare di Ravenna egli è intento a manipolarsi, coperto da un giornale, a poca distanza da due donne. Un bagnante lo nota, e insieme ad un amico agente di polizia al mare con famiglia si avvicina con piglio - legittimamente - poco amichevole. L'uomo scappa, ma viene inseguito e placcato a terra dai due. L'agente, in classica tenuta balneare, immobilizza il fornicatore e gli intima di fornire le proprie generalità. Quest'ultimo però non sa se è nelle mani di un vero poliziotto o di un improvvisato e inferocito custode della pubblica morale, si rifiuta e prova a divincolarsi. Risultato: oltre alla condanna per atti osceni, si becca anche la resistenza a pubblico ufficiale. Riprovazione morale a parte, il dubbio rimane: la meritava davvero?

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