Politica

Renzi: "È uno schifo, subito i processi"

FI fa quadrato attorno al Cav: "L’unica soluzione per Roma è votare. Ora" Grasso non è d’accordo: "Solo alcuni coinvolti". Alfano: "La città è sana"

La politica si spacca sul caso della «Mafia Capitale»: Silvio Berlusconi dichiara senza mezze misure che a Roma è necessario azzerare tutto e andare al voto. Per il premier invece sono più importanti i processi: «Quello che emerge dalle indagini in queste ore fa letteralmente schifo - afferma Matteo Renzi - Un sistema di potere corrotto, denari ai politici e non solo. Vale come sempre la presunzione di innocenza per tutti. Ma vale anche l’auspicio che si faccia presto a fare i processi. Perché abbiamo il diritto di sapere chi ha rubato». E ha proseguito: «Lottare contro la corruzione è una priorità del governo e anche per questo va respinto con forza il tentativo di mettere tutti sullo stesso piano, come fatto ingiustamente contro un galantuomo come Poletti: prendere una tangente non è la stessa cosa che fare una foto a cena. Se passa questo vince chi dice che sono tutti uguali». Berlusconi, invece, ritiene che «di fronte alla situazione che sta emergendo nell’inchiesta sulla gestione del Comune di Roma, le forze politiche debbano reagire con determinazione ed urgenza. Sono convinto che l’unica soluzione accettabile sia quella di uno scioglimento immediato del Consiglio Comunale procedendo conseguentemente all’immediata convocazione di nuove elezioni per la città di Roma». E Berlusconi prosegue così: «Tutte le altre soluzioni prospettate in queste ore, compresa quella della nomina di un commissario, non mi sembrano né adeguate né percorribili - ha sottolineato l’ex premier - Le forze politiche debbono in questo caso saper dare un segnale preciso, non ricandidando tutti coloro che sono coinvolti, a qualsiasi livello, in questa vicenda». E Forza Italia fa quadrato attorno al suo leader, così rincara la dose Maurizio Gasparri: «Che il Consiglio comunale di Roma e l’amministrazione capitolina possano continuare indisturbati la loro azione è una pura follia. Al di là dei balbettii di Marino che nega un fatto e poi viene smentito dalle fotografie, ci sono tutta una serie di apparati che tuttora sono infiltrati da attività criminali. E questo non è tollerabile. Per molto meno sono state sciolte altre amministrazioni comunali». Per Giovanni Toti, «ha ragione Berlusconi nel ritenere assurdo il commissariamento della Capitale d’Italia. Non possiamo consentire che sia una Commissario di nomina prefettizia ad amministrare per i prossimi anni la Capitale del nostro Paese e neppure che prosegua un’amministrazione, quella attuale, che appare oggi ai cittadini come il peggior esempio di tutti i mali della nostra vita civile». Renato Brunetta: «Chiediamo al sindaco Ignazio Marino e ai consiglieri capitolini di tutti gli schieramenti un passo indietro. Un gesto di amore verso la città che rappresentano all’interno delle istituzioni». Il sottosegretario all’Economia e deputato di Scelta Civica, Enrico Zanetti, risponde duramente alle parole di Berlusconi: «Qualcuno dovrà pur chiedere al neo-legalista Berlusconi, perché i partiti dovrebbero essere così attenti per il Comune di Roma e non per il parlamento nazionale dove, nella sua Forza Italia, gli inquisiti e rinviati a giudizio per gravi reati certo non mancano. Quando uno non è credibile, dovrebbe prenderne atto. Punto». E non è d’accordo con Berlusconi il presidente del Senato. «Per sciogliere un Comune ci vuole ben altro rispetto a quel che conosco io - ha detto Grasso - il Comune di Roma mi pare che sia al di fuori di queste tematiche, solamente alcuni sono coinvolti». A Grasso fa eco Alfano, secondo cui il commissariamento di un Comune «è un procedimento molto complesso e bisogna andarci con i piedi di piombo. Il sindaco Marino non è coinvolto e aggiungo anche che la Capitale d’Italia è una città sana, non è marcia». Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, pone l’accento sul fatto che «le ruberie sui centri per gli immigrati sono una vergogna nazionale», e quello della Giustizia, Andrea Orlando parla di «infezione».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.