«Ho accettato l’incarico a causa dell’emergenza rifiuti che attanagliava la città». Con queste parole, l’ormai ex direttore generale dell’Ama Giovanni Fiscon si è difeso davanti ai giudici durante un interrogatorio di garanzia durato oltre due ore e mezza. Differentemente da Riccardo Mancini e De Carlo, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, Fiscon ha ricostruito i fatti contestati dagli inquirenti. Ai magistrati l’uomo ha spiegato di aver agito tenendo a mente solo gli interessi dell’azienda e di essere stato chiamato per il suo alto profilo tecnico. «Il mio assistito - afferma l’avvocato Salvatore Sciullo - ha ricostruito i fatti oggetto di contestazione limitatamente alla sua posizione. Giovanni Fiscon è una persona che mostra un’evidente diversità con le persone coinvolte nell’indagine - continua il legale - sia per quanto riguarda il profilo culturale che quello sociale e ideologico». Durante l’interrogatorio il dirigente ha anche fatto presente di essere una persona poco gradita a soggetti indagati come Luca Gramazio che, intercettato, afferma: «Con Fiscon perdiamo il controllo dell’Ama».
Fiscon sotto torchio per due ore
«Ho accettato l’incarico a causa dell’emergenza rifiuti che attanagliava la città». Con queste parole, l’ormai ex direttore generale dell’Ama Giovanni Fiscon si è difeso davanti ai giudici durante...
