«Chi va troppo in televisione deve mettersi una mano sulla coscienza: c'è un tempo per la prima linea ed un tempo per stare dietro». Pochi giorni fa Silvio Berlusconi, il babbo della televisione commerciale italiana e di Mediaset, intervenendo in collegamento al No Tax day, toccò il tema dell'inflazione dell'immagine dei politici, per indigestione da tv. Una considerazione, quella del Cavaliere, su cui occorre soffermarsi in questi tempi di crisi della telepolitica. Per esempio, Matteo Renzi, il premier protagonista della scena politica, in tv tira ancora come una volta? Oppure i gusti del pubblico sul divano anticipano le tendenze dei sondaggi che danno la fiducia nel Governo in calo, seppur ancora maggioritaria rispetto ai concorrenti politici del Fiorentino? Mercoledì sera Enrico Mentana, direttore del Tg La7, ha condotto in prima serata il suo Bersaglio Mobile (che solitamente va in onda su La7 ogni venerdì, in seconda serata) con ospite Matteo Renzi, realizzando un 5,53% di share con un milione e 425mila spettatori. Per la rete di Urbano Cairo un buon risultato, seppur su una puntata speciale e non seriale nel palinsesto, ma per Renzi? Per capirne di più andiamo a vedere l'effetto Viagra che il buon Matteo faceva solamente un anno fa agli ascolti in tv. 2013, 10 dicembre, Ballarò (c'era ancora Floris) Rai 3: 17,47% di share con 4 milioni e 465mila spettatori. 21 gennaio 2014, Porta a Porta, Rai 1, Bruno Vespa in seconda serata: un milione ed ottocentomila spettatori con 17,43% di share. 9 marzo 2014, Che Tempo che fa di Fabio Fazio, Rai 3; Ospiti sono Matteo Renzi e Paolo Sorrentino, il regista. 14,42% di share con 4 milioni e 163mila spettatori. 13 marzo, ancora Porta a Porta da Vespa, seconda serata. 25,10% di share con 2 milioni e 15mila spettatori. Se da questi dati andiamo a vedere quanto ha realizzato quest'anno, ospite in un'intervista ad un Ballarò (condotto da Massimo Giannini), vediamo che la puntata andata in onda il 4 novembre 2014 ha fatto il 6,76% di share con un milione e 557mila spettatori. Facendo un paragone con gli ascolti del Ballarò del dicembre 2013, si vede che il calo supera i dieci punti. Certo il contesto ed i palinsesti (oltre al conduttore) sono mutati e, dettaglio non da poco, Renzi si trova a fare il Presidente del Consiglio. Una flessione, però, la si avverte anche guardando Che Tempo che fa. Renzi, a settembre di quest'anno, c'è tornato ospite, era domenica 28, ed ha totalizzato il 12,81 di share, con 3 milioni e 243mila spettatori, quasi un milione in meno rispetto al marzo di quest'anno, nello stesso programma. Ecco allora che la riflessione avanzata da Berlusconi il 30 novembre scorso diviene occasione di dibattito: non sarà che la televisione finisce col logorare il politico che la frequenta troppo assiduamente? Le parole di Berlusconi, pensate per Forza Italia (ma estendibili agli altri partiti) sono state chiare: «Bisogna individuare delle persone da istruire per poi mandarle in tv mentre qualcuno dovrà sacrificarsi perché se va troppo in televisione l'effetto sarà contrario». Si potrebbe chiamare il boomerang del presenzialismo. Del resto, volendo mantenere il parallelo fatto all'inizio, tra consenso ed ascolti, se è vero che chi si astiene dal votare alle elezioni cresce di giorno in giorno, anche il pubblico televisivo generalista sta calando. Una coincidenza? Forse. Il buon Matteo Renzi, per adesso il leader più forte sulla scena politica nazionale, dovrebbe tenerne conto. Ascolti i consigli di Berlusconi, anche sulla televisione.
Renzi perde consensi. Anche in tv
Mercoledì sera a La7 ha fatto uno share del 5,53%. Un anno fa a Ballarò era al 17,47%
