Era il 29 maggio dello scorso anno. Salvatore Buzzi parlava all’assemblea dei soci della Coop 29 giugno con il ministro del Welfare, Giuliano Poletti. E fu un endorsement completo al nuovo presidente del consiglio fresco di nomina. Le sue parole furono inequivocabili: «Anche noi, con il coraggio e la determinazione che ci hanno sempre contraddistinto vogliamo essere parte attiva nel processo di cambiamento che il governo Renzi sta attuando». Dunque adesione completa al programma del premier. Al quale lo stesso Buzzi fece l’augurio di realizzare le riforme. «Unico modo per salvare il Paese dalla stagnazione e dall’antipolitica». Nulla di male. In fondo Buzzi è uno di sinistra che significa, parole sue: «Tentare di redistribuire ricchezza equamente, e creare impresa dove il rapporto tra retribuzioni dei dirigenti e dei lavoratori è di 1 a 5».
L’apertura
«Siamo al fianco di Renzi per cambiare il Paese»