Matteo Renzi, accompagnato dal sottosegretario Graziano Delrio, arriva alla “Persico” di Nembro per l'assemblea degli industriali di Bergamo. Ad accoglierlo ha trovato i fischi del gruppo di manifestanti Fiom-Cgil e dei comitati di base ai cancelli della fabbrica. È stato ricevuto dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, assieme al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Nel suo intervento, Maroni ha chiesto al premier di abolire il patto di stabilità per permettere “di utilizzare le risorse risparmiate” per gli interventi sul territorio. E Renzi, sfrutta la platea, per annunciare subito quel che sarà nella legge di stabilità, mercoledì in Consiglio dei ministri: sarà liberato “uno spazio di patto per i comuni per 1 miliardo di euro, con un miglioramento del 77 per cento del patto di stabilità", dice. Più in generale, il premier rimarca l'impegno a stare sotto il 3 per cento nel rapporto tra deficit e Pil: “Arriveremo al 2,9%, che significa liberare 11 miliardi e mezzo”. E poi forniscei numeri sulla manovra, che nel suo complesso “avrà un valore di 30 miliardi di euro, di cui 16 arriveranno dalla spending review, senza l'aumento di un solo euro di tasse”. Renzi ha detto di trovare il sistema fiscale italiano “complicato da capire”. “Tutti parlano del 18 ma tra la finanziaria di quest'anno e quella dell'anno scorso, il 18 non è l'articolo dello statuto dei lavoratori, ma sono i miliardi di euro che tagliamo come tasse: 10 miliardi serviranno per finanziare in modo stabile il bonus di 80 euro. 500 milioni per la detrazione fiscale per le famiglie. Il resto andrà per 6,5 miliardi all'abolizione della componente lavoro dell'Irap e poi ancora in incentivi che permetteranno agli imprenditori per un triennio di non pagare contributi sulle assunzioni a tempo indeterminato". Sulla riforma del lavoro, spiega infatti che la sua idea per aumentare il ricorso ai contratti a tempo indeterminato sta nel renderli più convenienti fiscalmente: “Io dico togliamo per i nuovi assunti l'articolo 18 e diamo incentivi fiscali a chi assume a tempo indeterminato. È la sfida che rivolgiamo agli imprenditori. Nel 2015 chi assume una persona avrà meno peso fiscale”. Spiega Renzi che l'idea è anche quella di permettere di non pagare i contributi a chi fa assunzioni a tempo indeterminato, per i primi tre anni del rapporto di lavoro. Per i primi due anni, invece, verranno eliminati il prelievo fiscale e la tutela dell'articolo 18. Sul Tfr, verrà data “a chi vuole possibilità di lasciare il trattamento di fine rapporto su base mensile”. Poi lo spazio all'ottimismo e il consueto richiamo alla speranza: “Ci muoviamo in uno scenario difficile. Ma le difficoltà devono essere affrontate e se l'Italia è oggi una grande potenza internazionale, in particolar modo industriale, perché questo oggi siamo, lo dobbiamo a quelle donne e uomini che nel corso degli anni hanno avuto il coraggio di rischiare, di metterci non solo la faccia ma anche il cuore. Recuperare la fiducia non è un training autogeno, non è l'appello di un pazzerello, non è un ritornello mentale, è semplicemente l'esame dei numeri. Ma per farcela bisogna cambiare. E prima di tutto - aggiunge Renzi - deve cambiare la politica. Un imprenditore dà il buon esempio, non fa seminari. E la stessa cosa deve fare la politica”. “Ecco perché in 7 mesi siamo partiti, non dico a testa bassa, a testa alta sulla riforma del Senato. Quando diciamo che bisogna fare la riforma della Costituzione, della legge elettorale, della P.A. - prosegue Renzi -, della giustizia e del fisco non stiamo dicendo che vogliamo esercitarci in attività legislative, ma che vogliamo far passare il messaggio che prima di tutto deve cambiare la politica”. Poi il presidente del Consiglio interviene sulle polemiche esplose dopo l'alluvione a Genova per i mancati lavori di messa in sicurezza: “Se un'opera pubblica viene bloccata dai ricorsi e dai controricorsi, se lavorano più i giudici che i manovali, dove vogliamo andare? La cosa insopportabile - aggiunge - è lo scaricabarile. L'idea di semplificare lo Stato individuando un responsabile è fondamentale”. Ha parole anche per i “gufi-professori”, il presidente del Consiglio: “In parte del nostro Paese l'università è stato il problema e non la soluzione. L'eccesso di baronie universitarie in alcune parti del Paese ha distrutto risorse invece di costruire. Le università devono tornare ad essere dei luoghi in cui nascono le idee di business”. Renzi ricorda l'esempio della Silicon Valley e delle start up: “Da noi se un ragazzo si chiude in un garage e tira fuori un'idea - dice - arriva la Asl e chiude il garage. E l'università continua a fare i corsi per i nipoti e per gli amici degli amici”. Uno spazio anche alla politica estera: “A margine del vertice Asem di Milano faremo incontrare Putin e Poroshenko per provare a rafforzare il dialogo” fra Russia e Ucraina, dice il premier. “Pensate pure il peggio di me. Continuate pure a pensare nel vostro cuore che sarebbe stato meglio un altro, ma vi chiedo di dare una mano non a me ma all'Italia, perché girando per il mondo c'è un disperato bisogno di valori e di qualità. Noi rappresentiamo i valori e la qualità. Arriveremo alla fine della legislatura con un Paese trasformato”.
Renzi: non aumento un euro di tasse
Il premier all'assemblea di Confindustria Bergamo: "Manovra da 30 miliardi, 18 miliardi di tasse tagliate, 16 dalla spending review, 10 per rifinanziare gli 80 euro in busta paga". Gli operai Fiom lo contestano
