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Politica

Profughi a Roma, allarme scabbia

Gli ultimi 500 migranti arrivati in città senza aver ricevuto profilassi 48 extracomuntari non identificati sono fuggiti dal centro di Marcellina

Otto migranti arrivati a Roma giovedì da Crotone sono probabilmente affetti da scabbia. Cinquecento persone giunte nella Capitale nell’ultimo mese non sono mai state sottoposte ad alcun tipo di profilassi, né sono stati foto-segnalati. Altri 48 africani non ancora identificati sono fuggiti dal centro di accoglienza di Marcellina, e di loro non si hanno più tracce. La mole di persone che sbarca ogni giorno sulle coste italiane è talmente ampia che ormai i sistemi sanitari e di identificazione sono completamente al collasso. E il problema si riversa completamente sulla Capitale. La denuncia arriva forte e chiara dal sindacato di polizia Siulp, che ieri mattina ha tenuto un’accorata assemblea presso l’Ufficio Immigrazione di via Salviati, durante la quale gli agenti hanno lamentato una «completa assenza di un piano di lavoro», ma soprattutto, «fortissimi rischi per la sicurezza dei cittadini e delle forze dell’ordine», sia «dal punto di vista sanitario, viste le visite sommarie alle quali queste persone vengono sottoposte», sia «sul fronte della sicurezza, visto che molti migranti non vogliono farsi identificare e noi non sappiamo chi sono, se hanno precedenti, mandati di cattura o, peggio, sono segnalati dalle polizie degli altri paesi come possibili terroristi». Al centro di tutto, c’è la disorganizzazione. «Quando arrivano qui - affermano gli agenti durante l’Assemblea - molto spesso non sono accompagnati da certificato medico». Racconta un altro: «I colleghi in Sicilia ci raccontano di visite sommarie - spiega - Nel migliore dei casi il medico guarda se ci sono bolle sulla pelle, i colleghi segnalano quelli che tossiscono, ma la verifica sulla tubercolosi non viene fatta. L’altra settimana è arrivato un gruppo di siriani con un’autocertificazione cumulativa, dove c’era scritto "Dichiariamo di stare tutti in buona salute". Non sapevamo se ridere o se piangere». Incredibile la testimonianza di un poliziotto del reparto volanti: «Domenica scorsa un nigeriano aveva una grave irritazione della pelle, che ci faceva pensare alla scabbia - afferma - Alla fine un collega l’ha messo in macchina e l’ha portato di persona all’ospedale». Come detto, l’emergenza riguarda il tema sanitario, ma anche quello della sicurezza. «Chi sa di avere i requisiti chiede lo status di rifugiato politico - spiega chi lavora nell’ufficio identificazione - gli altri fanno di tutto per non essere segnalati. Non possiamo costringerli con la forza: si mordono le dita fino a staccarsi i polpastrelli per non farsi prendere le impronte. Vogliono andare in nord Europa, e sanno che se identificati qui, potrebbero essere rimandati nel nostro Paese in qualsiasi momento». Un problema grave di sicurezza nazionale: «Chi ce lo dice che non siano trafficanti, spacciatori o, peggio, terroristi? Oggi a Roma e in Italia girano centinaia di persone di cui non sappiamo nulla, dei perfetti Mister X». I pullman dei migranti arrivano nella Capitale senza preavviso. Gli unici ad essere avvertiti sono i gestori delle cooperative che gestiscono i centri, che in città sono 57, per 3.393 persone censite. Questa notte, all’Ufficio Immigrazione nel quartiere di Tor Sapienza, è giunto un pullman di 50 persone. «L’abbiamo saputo in mattinata - racconta un agente - è un buon preavviso rispetto ai precedenti. Dove li manderemo? Non lo sappiamo. Speriamo solo di non prenderci qualche malattia!».

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