Il Pd non cede di un millimetro sulla riforma del Senato. All’aut aut di Berlusconi di sabato ieri mattina ha risposto il ministro per le riforme Maria Elena Boschi. «Su questi punti non ci sono margini di trattativa», ha ribadito intervistata da Sky Tg24 – sono parte di un accordo fra i partiti della maggioranza e FI» e, ha aggiunto, «non credo che sia interesse di nessuno rivedere gli accordi. Stiamo lavorando seriamente e siamo persone molto determinate. «Non pensiamo ad una piano B, questo è il piano di riforme e non ci facciamo mettere il bastone fra le ruote». Poi l’avvertimento all’ex Cavaliere: «Io scommetto sulla tenuta dell'accordo con Forza Italia, anche le parole di Berlusconi credo che vadano in questa direzione. Ci sono dei contrasti interni a FI che mi auguro si risolveranno, ma se FI si sfilasse dagli accordi i numeri per andare avanti ci sono». La replica è arrivata dal capogruppo alla Camera Renato Brunetta. Che ha invece ha sottolineato i dissensi interni del Partito Democratico: «Auguri. E quando il presidente del Senato, Pietro Grasso, dice che non è d'accordo sulla riforma del Senato, e dice che ci sono dai 25 ai 45 senatori del Pd che hanno firmato un documento contro la riforma proposta dal governo? Ma di cosa sta parlando la dolce ministra Boschi?». Ma ieri è intervenuto anche Silvio Berlusconi, con una telefonata alla manifestazione «Difendiamo l’Italia» a Roma. E ha attaccato Matteo Renzi: «In Italia ci sono stati quattro colpi di Stato in vent'anni. Questo è il quarto governo consecutivo non eletto. Dobbiamo essere molto preoccupati della situazione passata e attuale e unire tutti gli sforzi delle persone che amano la libertà». «Questa mattina – ha proseguito – sono riuscito a camminare e camminerò lungo un percorso per un'Italia che torni ad essere una democrazia e che garantisca a tutti noi una vera libertà». Poi un appello per le prossime elezioni europee del 25 maggio: «Dobbiamo riunire la maggioranza dei moderati perché sia una consapevole maggioranza politica, una maggioranza che sia consistente». Sottolineando la necessità di dare la preferenze solo alla formazioni maggiori: «Una democrazia può essere amministrata bene solo con il bipolarismo. Non bisogna votare per i piccoli partiti che non guardano agli interessi del Paese ma ai loro interessi particolari». «Per vincere – ha concluso – dobbiamo convincere gli indecisi e lo dobbiamo fare con il contatto diretto, dobbiamo contattare il numero più largo di moderati».
Prova di forza Pd-FI sulle riforme
Il ministro Boschi: «Se si sfilano abbiamo i numeri per andare avanti da soli» Brunetta: «Siete voi a essere divisi». Berlusconi: «Riuniamo i moderati»