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Politica

Gelmini: «L’antieuropeismo è una responsabilità del governo»

Ginevra Terracina Dal cuore della Lombardia al cuore dell’Italia. Con destinazione «tornare a vincere». Già, perché gli ultimi sondaggi parlano di un vantaggio della coalizione del centrodestra sul...

Dal cuore della Lombardia al cuore dell’Italia. Con destinazione «tornare a vincere». Già, perché gli ultimi sondaggi parlano di un vantaggio della coalizione del centrodestra sul centro sinistra considerevole. Un entusiasmo contagioso quello che si respirava ieri a Brescia per gli Stati Generali, dove non è mancata Mariastella Gelmini, coordinatrice di FI in Lombardia. Quale è stato l'obiettivo della manifestazione? «Gli stati generali di Forza Italia in Lombardia sono stati una straordinaria occasione di popolo. Non è stato un cenacolo di quadri e dirigenti, ma un incontro caloroso del popolo vero, quello che ogni mattina alza una saracinesca o si reca all’alba in officina. A conferma che la voglia di politica non è spenta, nonostante l’orizzonte cupo in cui il governo Letta ha racchiuso l’Italia. Le persone percepiscono la gravità di questo tempo, sono tanti ormai ad avvedersi del girare a vuoto di un governo e di una maggioranza senza bussola e senza idee. Forza Italia ha scelto Brescia e Milano per rilanciare la sua sfida alla sinistra e per rivolgersi alla Lombardia e all’Italia. Siamo da sempre il primo partito nella Regione che produce il 21% del Pil italiano. La terra lombarda è da sempre luogo di innovazione e di cambiamento e Milano rimane la vetrina d’eccellenza di ciò che è l’Italia». Venti anni di Forza Italia. E Berlusconi è ancora in campo. «Da qui riparte il nostro cammino. Vent’anni dopo, Silvio Berlusconi e Forza Italia sono in campo a difendere il solco tracciato: cambiare l’Italia, modernizzare le istituzioni, voltare pagina e abbandonare riti e liturgie di una politica sconfessata da astensioni in massa e da un’indignazione crescente che ha trovato nel grillismo violento lo sfogo temporaneo in attesa di riorientare le proprie scelte su una politica capace di ricostruire il senso di appartenenza a una comunità nazionale». Dopo la legge elettorale ci saranno ancora larghe intese? «Si spiega così il contributo decisivo che Forza Italia ha inteso dare alle riforme istituzionali e alla legge elettorale. Renzi ha messo la sua mano su una bandiera che appartiene al nostro movimento. Noi siamo pronti a fare la nostra parte fino in fondo, nella chiarezza dei ruoli. Insieme scriviamo una legge elettorale per tracciare una linea a terra: di qua la maggioranza, di là la minoranza. Mai più larghe intese, dannose per il Paese e maleodoranti per la politica». In Lombardia ci sono molte imprese, questo governo ha guardato ai loro problemi? «Il governo Letta ha desertificato il panorama industriale. Le categorie sociali e le associazioni di lavoratori e imprese sono in rivolta contro un esecutivo che ha abbandonato famiglie e imprese, vessandole con un carico fiscale che grida vendetta. Con ciò alimentando il vento dell’antieuropeismo proprio alla vigilia di un importante appuntamento elettorale». Le Europee... «Noi vogliamo più Europa e meno egoismi nazionali. Più solidarietà fra i popoli e più comprensione fra i governi. Vogliamo cambiare l’Italia per cambiare l’Europa. È bello cominciare questa battaglia da Milano, la città, ricordava un grande francese dell’Ottocento, che ha insegnato all’Italia pensare europeo».

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