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Politica

Ridateci la pasta di grano duro

di Massimiliano Lenzi - Non solo grano duro: nel 2013 la pasta diventa politicamente corretta e promuove la diversità. No, non stiamo scherzando, in nome del buonismo siamo arrivati pure a questo....

Non solo grano duro: nel 2013 la pasta diventa politicamente corretta e promuove la diversità. No, non stiamo scherzando, in nome del buonismo siamo arrivati pure a questo. In questi giorni la Barilla, azienda leader e simbolo della pasta italiana nel mondo, ha annunciato nuove misure su inclusione e responsabilità sociale per "rafforzare il proprio impegno aziendale verso la diversità". Che uno si chiede, diversità? Staranno per lanciare una pasta non di grano duro, diversa ma che regge la cottura. Macché. Gli spaghetti non c'entrano. Pensate che è stato creato un board, nome anglofono ché suona meglio, Diversity & Inclusion, composto da esperti esterni indipendenti che dovranno aiutare Barilla a stabilire obiettivi e strategie concrete per migliorare lo stato di diversità e uguaglianza tra il personale e nella cultura aziendale in merito a orientamento sessuale, parità tra i sessi, diritti dei disabili e questioni multiculturali e intergenerazionali. Tra i componenti del board c'è David Mixner, importante leader mondiale della comunità LGBT (acronimo di Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) che ha commentato: "Sono rimasto colpito dalla volontà del Presidente e dell'azienda di ascoltare e imparare dai leader della comunità LGBT e di lavorare per migliorare diversità, inclusione e uguaglianza". Non poteva che finire così in anni di unanimismo culturale delle minoranze e di minoritarismo per le maggioranze, dopo che Guido Barilla aveva osato dire, nel XXI secolo, che no, "non faremo pubblicità con omosessuali, perché a noi piace la famiglia tradizionale". Apriti cielo. Esisterà la libertà di spot per un imprenditore privato nell'Occidente contemporaneo? Evidentemente no, visto che il buon Guido dopo essersi più volte scusato è arrivato all'idea di dar vita ad un board sulla diversità, con dentro uno dei leader LGBT. Ora, a parte l'aspetto tragicomico della vicenda cominciata con una frase e finita in un board, il dato culturale e politico del caso Barilla di oggi è la fotografia di come la società del 2013 sia meno libera rispetto a quella di trent'anni fa. Negli anni Ottanta, infatti, per la regia di Federico Fellini, la Barilla poteva permettersi il lusso di uno spot con una bella donna ed un uomo a cena dentro un ristorante. Coppia tradizionale. Uno stuolo di camerieri che si avvicina ai due, il maitre che comincia ad elencare pietanze in francese. La signora, elegantissima, ascolta e poi risponde con un sorriso ammiccante e sguardo cerbiatto: "Rigatoni", e via al coro che risuona "Barilla". Ora, le femministe per lo sguardo sexy dell'attrice nello spot non si offesero, eppure un rigatone è in sé un tipo di pasta ambiguo. Si era più liberi negli anni Ottanta, non c'è dubbio. Oggi tra quote rose, associazione per la tutela della pianta x o y, rispetto e integrazione per le diversità, si è creata l'omologazione dominante del diverso. Si son fatti sacri e tradizionali i comportamenti che un tempo erano liberi e anticonvenzianli, che sfidavano il sistema. Persino la lingua e la semantica sono cambiate. Apprezzamenti coloriti guai a farli, dare del finocchio (in Toscana si dice così) ad un gay rasenta il razzismo, tutto deve essere sotto vuoto. Si sono moltiplicati apparentemente i diritti ma in realtà si è generata una follia del senso (e del linguaggio): si sbandiera il diritto alla salute, che nessuno può garantire trenne il Padreterno per chi ci crede, non accorgendosi che il diritto umano è alla cura: si rivendica il diritto alla diversità e non ad essere se stessi, e via di seguito. Guido Barilla, in fondo, è rimasto vittima di questa cultura dominante. Si può predicare la libertà di ognuno ad essere ciò che vuole, gay, lesbica, trans, onanista, senza per questo doverli mettere tutti in uno spot. E qui arriviamo al lato estetico della cultura odierna, l'esibizionismo dei comportamenti come ulteriore diritto delle (tante) minoranze. Speriamo che almeno la pasta ce la lascino tradizionale. Di grano duro.

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