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Politica

Letta in pressing sull’Ue Agire subito per il lavoro

Vertice a Roma con i ministri di quattro Paesi Proposti mini bond per le aziende e garanzie Bei

Il vertice sul lavoro a Roma, organizzato a Palazzo Chigi da Enrico Letta e i quattro ministri delle finanze e del Lavoro di Italia, Germania, Francia e Spagna ha partorito poco o nulla dal punto di vista pratico. Ricco il piatto invece di annunci: «Non abbiamo più tempo, dobbiamo agire subito per contrastare l'emergenza occupazione e in particolare la disoccupazione giovanile» ha detto Letta. Un format, ovvero un modello di consultazione, e cioè l’utilizzo del tandem Finanza e Lavoro, geniale ma in realtà una semplice derivazione dell’uso del buonsenso, visto che in un Europa dominata dal rigore i soldi non si possono spendere nemmeno per creare posti di lavoro. Infine tra i risultati sono da segnalare una serie di proposte che altro non sono in realtà che la riproposizione in bella copia di idee già proposte nel milieu economico che gravita attorno al Tesoro italiano. Dunque la ricetta è quella, solita, di puntare sulle piccole e medie imprese per creare nuovi posti di lavoro. Proprio quelle che qualche anno fa venivano studiate da eminenti economisti come modello da seguire, poi improvvisamente abbandonate a vantaggio delle medie imprese in grado di crescere e fortificarsi con le reti, le fusioni e le aggregazioni, (si chiamavano multinazionali tascabili) e oggi di nuovo riscoperte come motore creativo di occupazione. Solo ora però. Dopo che la crisi, le tasse e il rigore le hanno decimate e in molti casi annullate. Così le stesse, dopo aver invano bussato alla porta delle banche per chiedere fondi in grado di assicurarne la sopravvivenza, ora saranno al centro dei pensieri del governo. Sul tavolo dunque idee già ascoltate, supportate da cifre scenografiche. Per fare ripartire le Pmi serve sbloccare il credito e il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha parlato dell’ipotesi di «mini bond» o «obbligazioni semplificate» ad hoc per le realtà aziendali di dimensioni ridotte. Finanziamenti dietro cui si può immaginare anche un ruolo della Banca Europea degli investimenti che ha in cassa 60 miliardi di euro. Solo una parte minima di questi saranno però effettivamente utilizzabili per finanziare le Pmi. Ma il numero, rotondo e corposo, fa effetto e così l’esecutivo lo ha giocato. Sono tutte idee e buone intenzioni che dovranno trovare concretezza al vertice Ue convocato proprio sull’emergenza occupazione a luglio. L’unica fetta sicura di risorse è quella a cui sta lavorando il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, per un anticipo di quelle messe sotto il capitolo «Youth Guarantee». Si tratta di fondi Ue destinati a creare lavoro giovanile e che per l’Italia ammonterebbero a 400 milioni. Questi sarebbero integrati con quelle provenienti dai nuovi Fondi strutturali europei, in modo da avere una dote già per il 2014. Dalla riprogrammazione dei vecchi fondi Ue inutilizzati invece si potrebbe ricavare un miliardo. Anche qui l’aleatorietà è d’obbligo. Ma tutto il tesoretto che sarà a dispisizione servirà a defiscalizzazioni e decontribuzioni per i primi due anni di contratti a tempo indeterminato destinati a ragazzi al di sotto dei trenta anni. In vista del vertice europeo, ha spiegato Letta, ci si attendono due successi: il completamento dell’unione bancaria e misure concrete per la disoccupazione giovanile. Dal Consiglio Ue «non si può uscire con parole - ha detto il premier - ma con fatti concreti». Letta ha ricordato che si va, da qui a un anno, verso elezioni europee e che, se l’Europa non cambierà passo, si potrebbe avere il Parlamento più euroscettico della storia, risultato che sarebbe un disastro per tutti. Del vertice e delle proposte che ha avanzato, ha spiegato il premier, saranno informati il presidente della Commissione Ue Jose Barroso e il presidente del Consiglio Ue Hermann Van Rompuy. «Il successo dell’incontro è testimoniato dall’idea di rincontrarsi nel prossimo futuro per preparare il G20 e successivamente per rafforzare il dialogo tra ministri delle Finanze e del Lavoro» ha concluso il ministro Giovannini commentando il summit con i rappresentanti di Francia, Spagna e Germania. Infine Saccomanni ha riconosciuto che «una delle finalità del vertice era di dare un segnale forte di attenzione dei ministri ai problemi di ritorno alla crescita delle nostre economie, e dell'efficacia di una lotta seria alla disoccupazione giovanile che è un problema in tutta Europa». Un po’ poco.

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