Approfitta subito della promozioneSconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Sconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Politica

E il Cav stanco di pagare punta sulla Rete

Berlusconi ha la testa sul partito. Anche ieri ha avuto una nuova riunione per fare una riflessione complessiva sui futuri assetti organizzativi: sul tavolo c'è soprattutto il nodo delle risorse dopo...

Berlusconi ha la testa sul partito. Anche ieri ha avuto una nuova riunione per fare una riflessione complessiva sui futuri assetti organizzativi: sul tavolo c'è soprattutto il nodo delle risorse dopo i tagli previsti dall'abrogazione del finanziamento pubblico. In Sardegna da una settimana, il Cavaliere è rientrato ieri a Milano per l’incontro decisivo sul destino del Milan e del suo mister Allegri. Intanto si è dedicato alle sorti del Pdl. Con Denis Verdini, Daniela Santanchè e Daniele Capezzone (venerdì sera a villa La Certosa), l'ex premier avrebbe fatto una disamina della situazione a 360 gradi e messo in cantiere una grande riorganizzazione del partito, che tragga linfa vitale soprattutto dal fund raising, anche on line, e si trasformi in una struttura agile e più incisiva sul territorio. In particolare, stanco di sborsare soldi di tasca propria, Berlusconi pensa di raccogliere i fondi necessari per la struttura del Pdl e le campagne elettorali adottando non solo i mezzi tradizionali, ma puntano sulla grande rete. E avrebbe affidato ad Antonio Palmieri il funzionamento del cosiddetto modello Obama e del crowdfunding (dall'inglese crowd, folla, e funding, finanziamento), tecnica di raccolta di piccole donazioni finalizzate a specifiche iniziative politiche. Secondo alcune indiscrezioni sul tavolo del Cav ci sarebbe uno schema di «partito leggero» con pochissime articolazioni: l'ala più governativa, prevalentemente «alfaniana»; l'area dei fedelissimi con Giancarlo Galan e Sandro Bondi. Infine l'ala più movimentista e operativa, più giovane e di lotta, dove graviterebbe anche l'Esercito di Silvio, promosso da Simone Furlan. Intanto Sandro Bondi, a 12 mesi dalle dimissioni, è tornato a fare il coordinatore. Il momento non è facile in via dell'Umiltà. I nervi scoperti sono tanti anche in tempo di larghe intese e ogni volta che c'è da prendere una decisione politica importante, si ripropone il dualismo falchi e colombe. Bondi ne ha parlato con il leader azzurro e assicura che si impegnerà per evitare contrapposizioni interne.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.