Silvio Berlusconi lo ha ripetuto più volte dal palco a Brescia, intervallandolo agli attacchi ai magistrati: il governo non rischia, siamo e resteremo leali a Enrico Letta. Rassicurazioni che dimostrano che nella lotta continua che si combatte all’interno del Pdl tra falchi e colombe, tra chi vorrebbe andare subito al voto e chi invece vuole accompagnare il governo sulla strada delle riforme, ora la mano vincente è quella dei moderati. Insomma la parte guidata da Gianni Letta e dal segretario Angelino Alfano che proprio ieri su twitter ha rilanciato quella che è diventata la sua stella polare: «Leale al Paese, leale al governo, leale al Popolo della libertà. Per qualcuno é troppo, per me é giusto». Ma Berlusconi è riuscito anche «disinnescare» una mina pericolosissima sulla strada del governo, la riunione dei gruppi parlamentari che era stata fissata per domani mattina a Milano, su iniziativa di Daniela Santanché, proprio in concomitanza con la requisitoria del pm Ilda Boccassini nel processo su Ruby. Dalla discussione nelle sale dell’hotel a un corteo fino al palazzo di Giustizia – come è già accaduto l’11 marzo in occasione di un’altra udienza dello stesso processo – il passo a molti è sembrato brevissimo. E pericolosissimo. Così le «colombe» del Pdl hanno iniziato un lento lavoro per convincere Berlusconi a spostarla o ad annullarla. E alla fine la riunione è stata convocata a Roma. Una decisione presa per non alzare ancora di più il livello di stress del governo, già messo a dura prova ieri con la manifestazione di Brescia alla quale, alla fine, hanno partecipato anche i ministri del Pdl e il vicepremier Angelino Alfano. Un gesto che infatti non è piaciuto al Pd che ha subito criticato: «Berlusconi ha detto che farà un discorso pacato a Brescia – ha sibilato Rosy Bindi intervenendo all’assemblea nazionale del Pd a Roma – Possiamo dire che consideriamo molto grave che il vicepresidente del Consiglio partecipi a quella manifestazione?». Critiche alle quali il Pdl ha immediatamente replicato portando ad esempio la presenza del premier alla convention dei Democratici: «La polemica sulla presenza di Angelino Alfano a Brescia è assurda e surreale – ha commentato Daniele Capezzone – È il Segretario del partito, partecipa a una manifestazione del partito, con il Presidente del partito, e a sostegno del candidato sindaco del partito. Dov’è il problema? E infatti il problema non esiste. Con la medesima logica e la medesima normalità, infatti, il premier Letta e il ministro Franceschini stanno partecipando all'assemblea del Pd, come è perfettamente logico e ragionevole che accada». Berlusconi, a Brescia, ha attaccato i magistrati ma non ha esagerato nei toni. Fedele all’immagine che sembra essersi dato di statista moderato. «Del resto perché dovremmo far cadere il governo ora? – ragiona Barbara Saltamartini – I nostri elettori non lo capirebbero. Lo faremo se questo governo non rispetterà i patti sul programma. Farlo prima sarebbe un errore».
Annullata la riunione di Milano
Strategia I gruppi parlamentari domani si vedranno a Roma È la vittoria delle «colombe» che non volevano tensioni con i giudici