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Voto «anticipato» di una settimana per la Regione Lazio.

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Laratifica arriverà probabilmente oggi, quando il Consiglio dei ministri deciderà sull'election day di Lazio, Lombardia e Molise. L'annucio è stato fatto direttamente dal ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri: «Esamineremo tutte le problematiche, compresa quella del Lazio, e poi decideremo». Ma a decidere in fondo ci hanno pensato i magistrati. All'inizio della legislatura, non riaprendo i termini per la presentazione della lista Pdl di Roma e Provincia, fino a ieri, quando è stato accolto l'ennesimo ricorso contro il decreto della Polverini che indiceva le elezioni per il 10 e l'11 febbraio. «Non è la prima data utile», quindi le elezioni di dovranno svolgere il 3 e il 4 febbraio. Vale a dire solo una settimana prima rispetto a quanto stabilito. In barba allo Statuto e all'autonomia sancita dalla Costituzione. Mentre il centrosinistra continua ad esultare per aver anticipato prima di un mese, poi di una settimana il voto regionale, ignorando di aver creato precedenti pericolosi per l'autonomia del prossimo governatore, la giunta valuta l'ennesimo ricorso. Una guerra a suon di carte bollate, come la definisce l'ex assessore regionale Donato Robilotta (Pdl-Nuovo Psi): «Ora però qualcuno fermi l'avvocato Pellegrino (il legale del Movimento Difesa del Cittadino che ha presentato diversi ricorsi) perché è ora di mettere da parte le carte bollate e di far prevalere il buon senso. D'altronde che differenza fa andare alle urne il 3-4 febbraio invece del 10 -11 febbraio? L'unico rischio delle elezioni nella prima settimana di febbraio è quello di dover presentare le liste entro il 3 gennaio. Questo significherebbe dover raccogliere le firme sotto Natale e Capodanno e di costringere numerosi uffici pubblici a rimanere aperti sotto le festività. Mi auguro che questo contenzioso possa aver fine e che prevalga, finalmente, il buon senso». Della vicenda ha parlato anche il candidato del Pd alla guida del Lazio, Nicola Zingaretti. «Bene il voto il 3 e 4 febbraio. Noi siamo pronti. Risparmieremo una settimana di superstipendi in una Regione ormai bloccata. Sprechi che sono uno schiaffo in faccia a chi sta soffrendo la crisi economica». La Regione, intanto con gli avvocati Tedeschini e Saverio Marini valuta il ricorso alla Corte Costituzionale: «Suggeriremo alla presidente Polverini di sollevare un conflitto di attribuzione alla Corte Costituzionale nei confronti del Tar - dicono - per violazione delle prerogative costituzionali della Regione in materia di indizione e fissazione della data delle elezioni». La vicenda non finisce qui. Anche perché se da una parte il giudice monocratico del Tar "ordina" al ministro di fissare il voto per il 3-4 febbraio, dall'altra fissa una camera di consiglio il 20 dicembre per la discussione in sede collegiale del ricorso e confermare o meno il decreto monocratico». A proposito di sprechi, qualcuno, prima o poi dovrà calcolare il costo di questi ricorsi e soprattutto di questo che anticipa di soli 7 giorni il voto elettorale.

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