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Potrebbe essere letto come un segnale che la maggioranza sta abbandonando Monti e che il governo è in affanno.

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Nelladiscussione sul decreto sviluppo al Senato, il governo è stato battuto in Commissione Industria, dove è passata la proroga di 5 anni, dal 2015 al 2020, suggerita dalla Commissione Bilancio ma in aperto contrasto con l'Europa. Un netto abbattimento rispetto ai 30 anni richiesti in precedenza dai relatori al provvedimento, ma comunque sufficiente a lasciare a bocca asciutta l'esecutivo, sin dall'inizio contrario ad ogni slittamento. Di fronte al nodo spiagge, il governo ha dovuto infatti in questi giorni tenere necessariamente conto anche del parere della Commissione europea, contraria alla proroga a favore di un'asta pubblica. E come estremo tentativo, potrà tentare di rientrare sulla questione solo con il maxiemendamento atteso per stamane, prima del voto di fiducia sul provvedimento ieri incardinato in Aula, dopo la chiusura definitiva dell'esame in Commissione. In una nottata passata a votare gli emendamenti, i senatori hanno approvato anche altre novità, anche se la più inattesa è in realtà il mantenimento del tetto di 500 milioni per le opere infrastrutturali destinatarie del credito d'imposta. Nonostante il parere favorevole del ministero delle Infrastrutture ad un abbassamento del tetto a 100 milioni di euro, promosso anche da Pd e Pdl, ha alla fine prevalso quella che il sottosegretario Guido Improta ha definito la via «prudente» del Tesoro, che non ha ammesso alcuna variazione rispetto al testo originale del decreto. Le stesse agevolazioni fiscali previste per le opere strategiche arriveranno però per le reti Ngn, ovvero per i progetti di sviluppo di banda ultralarga questa volta di importo inferiore ai 500 milioni e portati avanti in collaborazione con la Cassa Depositi e Prestiti. Entro la fine dell'anno, hanno disposto ancora i senatori, il governo dovrà inoltre definire un piano strategico per il turismo, mentre nei primi mesi del 2013, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di stabilità, il ministero dell'Economia dovrà far ripartire la vendita degli immobili degli enti previdenziali pubblici (Inps, Inail, Inpdap) e privati (Enasarco, Enpam, Casse professionali, Enpaia), ma a prezzi «sostenibili» per le famiglie. Norma che ha trovato immediatamente il plauso del Sunia, il sindacato degli inquilini, ma che ha scatenato la polemica dei diretti interessati, contrari ad una «svendita forzosa» che porterà a «conseguenze disastrose». Problemi in vista, infine, per Mps. La Commissione Bilancio ha infatti bocciato le proposte di modifica dei Monti-bond a favore del gruppo senese, lasciando quindi inalterati tempi e modalità di pagamento a tutto svantaggio della banca. Sul nodo delle spiagge si è scatenato il putiferio con Cristiano Tomei, Coordinatore nazionale di Cna Balneatori, che ha parlato di «provvedimento inadeguato per tutelare 30mila piccole e medie imprese del turismo balneare, per un sistema turistico costiero unico in Europa» e ha sottolineato che «nessuna contrarietà è stata espressa dalla Ue riguardo al provvedimento proposto dal governo spagnolo che prevede addirittura una proroga per le concessioni demaniali di quel paese di 75 anni». Il senatore del Pdl Francesco Casoli ha annunciato battaglia affinchè, in Commissione Industria, «si possa arrivare ai 30 anni di proroga». «La Spagna - afferma l'esponente del Pdl - sta già lottando in europa su questo tema e mi sembrerebbe assurdo chinare ancora una volta la testa nei confronti di un'europa che va nella direzione della Germania e della Francia. è necessario che il governo mostri la schiena dritta verso questa Europa». All'attacco anche l'Idv: «È un grave errore, che può mettere a rischio il futuro di 30mila imprese italiane e 300mila lavoratori». Ma il ministro dell'Economia, Grilli dall'Ecofin di Bruxelles, è intervenuto a gettare acqua sulle polemiche ricordando che «l'Italia deve prendere decisioni coerenti con la logica delle privatizzazioni chieste dall'Europa e sui cui si è impegnato il governo». «Ci viene chiesto di privatizzare e di dismettere asset. Siamo impegnati a farlo, penso che tutte le decisioni che vengono prese debbano essere coerenti con questo obiettivo». Il portavoce del commissario Ue al mercato interno, Stefaan De Rynck, alla vigilia del voto aveva richiamato al rispetto delle norme europee. «Le concessioni delle spiagge - ha spiegato - dovrebbero essere garantite per un periodo di tempo appropriato e limitato e non possono essere consentiti rinnovi automatici nè altri vantaggi ai concessionari la cui autorizzazione sia appena scaduta». L.D.P.

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