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Pier mette paura al Pd: «Restiamo tutti insieme anche dopo il 2013»

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Cono senza l'attuale premier. Pier Ferdinando Casini rilancia la grande coalizione prima rispondendo a una domanda in un'intervista al quotidiano «Avvenire» e poi con un twitter: «Dopo Monti – ha scritto – voglio continuare con Pd e Pdl. L'armistizio è necessario, deve andare avanti». La motivazione è quella che va ripetendo da tempo: l'Italia non è uscita dalla crisi, non bastano tre mesi per risolvere problemi che si riproporranno anche il prossimo anno e chi pensa a qualcosa di diverso è un irresponsabile. E in effetti a un altro governo di «larghe intese» il leader dell'Udc ci pensa davvero. Ma perché il suo obiettivo è un altro, quello di accreditarsi come l'unico leader che sta affrontando la situazione della crisi con serietà, che non pensa solo a una soluzione politica ma che è disposto a sostenere anche un altro esecutivo tecnico. Tutto questo, nelle sue intenzioni, dovrebbe aprirgli la strada del Quirinale quando, l'anno prossimo, il Parlamento sceglierà il successore di Giorgio Napolitano. A presentarsi candidato premier di una eventuale coalizione Casini non penserebbe affatto, il suo vero traguardo è il Colle. Certo su quella strada c'è un ostacolo non da poco, la candidatura proprio di Mario Monti. Il premier potrebbe essere il naturale successore del capo dello Stato, proprio per la serietà dimostrata in questo governo, e su di lui potrebbero pesare anche le «pressioni» di Giorgio Napolitano che è stato il suo principale sponsor per Palazzo Chigi. La proposta di Pier Ferdinando Casini ha messo in difficoltà soprattutto il partito Democratico. La «pancia» del Pd sopporta a fatica l'alleanza con il Terzo Polo e soprattutto con il Pdl e la «digerisce» solo perché giustificata dal momento di crisi. Ma riproporla anche per il 2013 è un'ipotesi che non piace. E Pier Luigi Bersani ieri, replicando con una battuta, ha spiegato che la proposta non gli piace: «Ho altre intenzioni, ditelo a Casini». E mentre il Pdl tace – ma Berlusconi è molto favorevole e un'alleanza con l'Udc tagliando fuori il Pd – dal Terzo Polo arriva il commento di Italo Bocchino: «Se nella prossima legislatura dovessero sussistere le condizioni per un disarmo multilaterale della politica e per una maggioranza tale da consentire le riforme, la prosecuzione di una alleanza di governo tra Terzo Polo, Pdl e Pd anche dopo il 2013 potrebbe essere una strada percorribile». «A patto – è l'avvertimento – di non trasformare il tutto in un inciucio». Caustico il commento del senatore della Lega Nord Fabio Rizzi. «Casini pensi serenamente al suo trasloco al Quirinale senza altri deliri...». Pa. Zap.

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