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Marocchino in manette a Brescia Dal web alla jihad contro gli ebrei

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«Luposolitario» della jihad scovato dalla Digos a Brescia. La polizia ha arrestato un giovane marocchino accusato di progettare attentati a obiettivi sensibili, tra cui la sinagoga di Milano, e di aver creato gruppi su un social network per condividere istruzioni sull'uso di armi ed esplosivi. L'arrestato - J.M. ha 20 anni e dall'età di sei vive nel Bresciano - è accusato di essere coinvolto nell'addestramento all'uso di armi e di esplosivi con finalità di terrorismo. Commentando l'operazione, il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, ha detto che «Non c'è alcun allarme terrorismo in particolare, anche se si tratta comunque di un'attività molto seria». Il ministro dell'Interno nel corso di una telefonata al capo della Polizia, Antonio Manganelli, si è congratulata anche con il prefetto Berrettoni, direttore centrale della Polizia di prevenzione, «per la brillante operazione che ha portato all'arresto di un cittadino del Marocco che stava progettando un attacco terroristico ai danni della sinagoga di Milano». L'uomo aveva creato un profilo su Facebook criptato. A chi entrava nei gruppi creati così ad hoc su Facebook era proibito caricare video su canti religiosi mentre erano permessi solo quelli su armi ed esplosivi. Sulla vicenda proseguono le indagini anche a livello internazionale, con la Metropolitan Police di Londra che ha fermato una donna di 40 anni accusata d'essere in contatto con il giovane marocchino, aspetto su sta svolgendo verifiche la polizia britannica. Sono impegnate anche le autorità di polizia statunitensi. Gli inquirenti hanno arrestato il giovane dopo aver acquisito di recente «preoccupanti elementi su una progettualità terroristica che aveva in animo di realizzare contro obiettivi sensibili». In un messaggio intercettato il ventenne parlava di «missione jihad». In particolare, in un documento salvato sul proprio computer: un dettagliato «sopralluogo virtuale» della sinagoga di via della Guastalla, nel cuore di Milano. Il giovane analizzava «le misure di sicurezza adottate a salvaguardia del tempio ebraico, come personale di polizia e possibili vie di accesso». L'arresto è stato effettuato in un'operazione coordinata dalla procura di Cagliari e condotta dal Servizio Centrale Antiterrorismo e dalle questure di Cagliari e Brescia. Il giovane è stato individuato attraverso «la costante attività di monitoraggio dei siti web che ospitano diffondono documenti su tematiche jihadiste».

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