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La farfalla e i laici bacchettoni

Sanremo, Belen Rodriguez sul palco del teatro Ariston mostra il tatuaggio

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Dunque il ministro Fornero, del festival di Sanremo, del quale dice di aver visto per caso soltanto qualche momento, perché lei la televisione, per evitare di farsi venire il voltastomaco, di solito neanche l'accende, si è detta ferita proprio da quella che in questa imbarazzante sfilata di pretenziose volgarità è forse la sola cosa davvero graziosa e innocente che si sia finora intravista: la farfallina tatuata sull'inguine di Belen Rodriguez. Mica l'hanno ferita le sparate di Celentano. O la balordaggine dei testi. O la melensaggine dei comici. O la pacchianeria delle scene. O l'indecenza delle canzoni. O l'assoluta assenza di vero talento in quasi ogni aspetto e momento della manifestazione. O il lezzo di impostura e presunzione che aleggia su tutta l'impresa. O il sospetto che uno spettacolo così vergognoso basti da solo a denunciare la cafonaggine della cricca che dirige il baraccone Rai. Nossignori: l'ha ferita quel piccolo lepidottero intravisto attraverso lo spacco della gonna della bella ragazza brasiliana. La signora Fornero, si sa, è un'apprezzata laicona. La ferita procuratale dalla vista di quella farfallina è dunque una prova evidente che il bacchettonismo laico, come del resto si è capito da un pezzo, può essere non solo più arcigno e severo ma persino più ridicolo di quello che una volta fu l'antico bacchettonismo cattolico. Chi ricorda ancora oggi il famoso scoppio d'ira e di riprovazione con cui, ormai circa sessant'anni fa, l'allora giovane onorevole Scalfaro, in un ristorante romano, si scagliò pubblicamente contro una bella signora che sfoggiava una scollatura a suo parere troppo audace, potrebbe persino pensare che quella prodezza di antico democristiano, al confronto della stizza espressa dalla signora Fornero per via di quel piccolo marchio stampato sulla coscia di Belen, può dopo tutto essere ormai giudicata con un nostalgico affetto che non sembrerebbe giusto dedicare anche a quest'ultima esternazione del nostro ministro del lavoro. Eppure questa signora può sventolare con giusta fierezza una lista di titoli impressionante. Eccone solo alcuni. Professore ordinario di Economia politica presso la Facoltà di Economia dell'Università di Torino. Coordinatore Scientifico del CeRP (Centre for Research on Pensions and Welfare Policies, Collegio Carlo Alberto). Honorary Fellow del Collegio Carlo Alberto. Membro del Collegio Docenti del Dottorato in Scienze Economiche dell'Università di Torino e del dottorato in Social Protection Policy presso la Maastricht Graduate School of Governance (Università di Maastricht), di cui è anche docente. Membro del Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale, costituito presso il Ministero del Welfare. Membro del Comitato Scientifico dell'Observatoire de l'Epargne Européenne (Parigi). Membro del comitato editoriale della Rivista Italiana degli Economisti ed editorialista del quotidiano economico e finanziario il Sole 24 ore. Dal 1993 al 1998 è stata consigliere comunale per il Comune di Torino, eletta con la lista «Alleanza per Torino». È stata Vice Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, vice Presidente della Compagnia di Sanpaolo, membro del Consiglio direttivo della Società Italiana degli Economisti, membro del Comitato Scientifico di Confindustria, membro della commissione di esperti valutatori presso la World Bank con l'incarico di valutare il ruolo di assistenza svolto dalla Banca nell'attuazione delle riforme previdenziali di Paesi con economie di transizione, membro della commissione di esperti della Task Force su «Portability of Pension Rights and Taxation of Pension Schemes in the EU» costituita presso il CEPS di Bruxelles (Center for European Policy Studies), membro della Commissione Ministeriale di esperti indipendenti per la verifica previdenziale, nonché componente del Comitato Scientifico del Mefop. Nel 2001 ha ricevuto il Premio Saint Vincent per l'Economia. Nel 2003 ha ricevuto il Premio INA-Accademia dei Lincei per gli studi in materia assicurativa. Infine le è stato appena affidato il ministero del Lavoro. È strano che con tutti questo titoli non abbia ancora capito che le farfalle, anche e forse soprattutto quelle tatuate sul corpo delle belle ragazze, sono una delle cose meno scandalose del mondo. Mentre un pochettino scandalosa potrebbe essere invece proprio la sua comica voglia di contestare alle belle fanciulle il diritto di sfoggiare la loro bellezza, anche naturalmente a pagamento, tentando magari di rendersi più seducenti persino con trucchetti come quello della farfallina sulla coscia. Ma si vede che questo ministro, a furia di studiare, vincere concorsi, insegnare e collezionare titoli, non ha mai trovato il tempo per cercare di capire che una bacchettona laica può essere più indecente di una soubrette.  

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