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«Via le Province, lo dicono gli italiani»

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Di Pietro presenta alla Camera una proposta di legge di iniziativa popolare

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Contengonocirca un centinaio di scatoloni pieni di firme. Questa volta tocca ai cittadini che chiedono l'abolizione delle Province far sentire la propria voce. «Ogni promessa è debito. Abbiamo promesso agli italiani che ci saremmo battuti per ridurre i costi della politica ed eccoci qua». Antonio Di Pietro è raggiante. Forte delle 400 mila firme raccolte in tutta Italia, presenta una proposta di legge di iniziativa popolare che intende, una volta per tutte, tagliare le Province. Tonino approfitta dell'occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe: «In Parlamento ci abbiamo provato molte volte, ma fanno tutti orecchie da mercante. Quando ci sono le elezioni fanno a gara a dire che vogliono abolirle, poi però quando abbiamo presentato la legge hanno votato contro. Magari non sono contrari, solo "glie rode" che la legge l'ha presentata l'Italia dei valori e allora noi ci siamo rivolti agli italiani dei lavori». Secondo le stime fatte dall'ex pm le 108 Province oggi esistenti spendono almeno 16 miliardi l'anno, sono rappresentate da ben 4.200 consiglieri e costano a ciascun cittadino italiano 160 euro l'anno. «Abolirle è un bel risparmio, non vi pare?». Tonino non accetta che si trovino scuse di carattere "sentimentale". «Non mi tirate fuori che fanno parte della storia del nostro Paese, perché quelli sono i Comuni - spiega - le Province sono nate come circoscrizioni prefettizie, in base al tempo che ci metteva un messaggero a cavallo ad arrivare dal confine al prefetto. Ora si viaggia con internet, altro che cavallo!». Di Pietro stuzzica un po' anche il Carroccio, da sempre contrario all'abolizione delle Province: «Questa è una vera iniziativa federalista, perché intende ridurre quel pachiderma che oggi è la politica. Altro che Roma ladrona!». «Controllate pure, aprite una scatola a caso - dice sorridendo l'ex pm ai cronisti presenti - Sono tutte piene. Le firme ci sono». Di firme, in realtà, in questi ultimi mesi, ne sono arrivate molte anche alla redazione de Il Tempo. Oltre 6mila lettori hanno aderito alla campagna «Tagliaprovince» e adesso aspettano fiduciosi che una legge costituzionale abolisca questi enti inutili. Senza ulteriori rinvii. Anche Di Pietro, tornato ad esser serio, teme che la politica faccia ancora una volta orecchie da mercante: «Non accetteremo di essere presi - avverte - I nostri scatoloni non dovranno finire nelle cantine della Camera. Se la nostra proposta popolare verrà ignorata, offendendo il diritto alla democrazia diretta, ci rivolgeremo al capo dello Stato». Stavolta ci tocca fare il tifo per lui.

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