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Valterino colleziona un fiasco dietro l'altro

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Figliodi un famoso medico napoletano, il giovane Valter ha frequentazioni ad alto livello già da ragazzino, è molto ambizioso. A scuola non eccelle, peregrina tra vari istituti sino alla maturità. Bazzica le convention del Psi di Craxi. Dopo essersi dato tanto da fare entra in lista alle Comunali del '93. Lui mette in giro che sia stato scelto da Giuliano Amato in persona. Affronta la prima polemica perché la Rete di Leoluca Orlando lo accusa di avere avuto una denuncia penale ma Lavitola spiega che si tratta solo di una contravvenzione per un sequestro di selvaggina proveniente da una battuta di caccia in Jugoslavia otto anni prima. Nelle urne non gliela fa: trombato. Dopo il crollo socialista si lega a Sergio De Gregorio, allora giornalista (oggi senatore), lo imita, lo emula. Assieme fondano L'Avanti, come la vecchia testata socialista però con la "L" davanti. Presto ritiene di aver già superato il maestro e liquida De Gregorio. Ma non gliela fa, è un fiasco. Ritenta con la politica, nel 2001 si candida con il Nuovo Psi: ri-trombato. Ci riprova con le Europee tre anni dopo con Forza Italia: ri-ri-trombato. Cerca Tonino Di Pietro attraverso il cugino Antonio Lavitola. Sogna di fare l'agente segreto, si dice abbia rapporti con i Servizi. Si fa vedere al centro di Roma sotto braccio con Mauro Masi, entra in contatto con Silvio Berlusconi, s'adopera per rendersi utile nella compravendita di deputati per rafforzare la maggioranza. Ma non gliela fa, non viene preso sul serio da esponenti del centrosinistra. Va a caccia di notizie sull'affaire Montecarlo, afferma di conoscere molto bene Elisabetta Tulliani. Non gliela fa manco stavolta, le sue informazioni vengono valutate come patacche. Viaggia in Brasile con il premier, gli organizza una festicciola con ballerine. Il resto è cronaca di questi giorni. Resta una sola domanda: perché il Cavaliere se la fa con un pataccaro? F. d. O.

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