Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Fisco: gogna su internet per gli evasori totali

default_image

  • a
  • a
  • a

Ledue misure «collegate» arriverebbero al Consiglio dei ministri di giovedì 23 giugno, cioè subito dopo il raduno leghista di Pontida e la verifica sul governo in Parlamento, e il giorno prima del Consiglio europeo. Ma, se saltasse questa «finestra» potrebbero arrivare anche al primo Cdm utile di luglio. Comunque, non in tempo per l'Ecofin del 20 giugno al quale, però, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, potrà illustrare le linee generali della manovra per il deficit zero. Intanto arrivano le indicazioni del tavolo di studio sulla riforma presieduto da Enrico Giovannini (Istat). Si suggerisce tra l'altro al governo di pubblicare la lista di tutti coloro che non versano alcuna imposta «per capire le ragioni del loro privilegio», di favorire l'uso dei pagamenti tracciabili (bancomat), meno discrezionalità sui condoni, meno partite Iva e controlli preventivi sulle Srl. I ministri iniziano intanto ad allarmarsi e mettono le mani avanti sulle ipotesi sempre più insistenti di tagli in manovra, anche se più selettivi del passato. È il caso di Roberto Maroni che, anzi, rilancia in una lettera a Tremonti e Berlusconi: serve 1 miliardo sul 2011 per le attività istituzionali degli Interni. Anche perché «i tagli lineari hanno fatto calare del 36% le risorse del ministero per il 2011». E basta fondi per bombardare la Libia. Mentre secondo il ministro degli Esteri, Franco Frattini, la riforma fiscale «diventa una riforma concreta e necessaria da presentare con urgenza». Il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, avverte: «Diminuzioni delle entrate non se ne possono avere per ora. Il rimedio va trovato nella riqualificazione della riduzione della spesa», con «operazioni mirate dove ci sono sperperi, penso soprattutto alle pubbliche amministrazioni». E indica la strada nei tagli alla spesa per il personale. Esattamente una delle misure allo studio al Tesoro con il congelamento degli stipendi e il blocco del turn over. Sul fronte degli scettici si registrano gli interventi del numero uno della Cgil, Susanna Camusso («Nutro molti sospetti sul fatto che realmente Berlusconi voglia tagliare le tasse»), e del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini («è necessario passare dalle parole ai fatti: la presentino in Parlamento, ne discuteremo, ma per ora basta chiacchiere»). «Una riforma fiscale in deficit semplicemente non è proponibile», ha affermato Luca Cordero di Montezemolo. Il segretario della Fiom, Maurizio Landini, boccia l'idea di un calo dell'Irpef legato a un aumento dell'Iva. Ipotesi invisa anche ai rappresentanti della distribuzione.

Dai blog