Berlusconi: "Altri due Pd con noi"
«Questa opposizione è veramente ridicola. I leader chiedono il voto e i loro deputati invece ci supplicano di non far finire la legislatura, ci assicurano il loro sostegno, ci daranno una mano». Silvio Berlusconi sfoglia le agenzie con le dichiarazioni di Bersani che insiste perché si vada alle urne al più presto e se la ride. «Ci sono altri due del Pd che stanno per passare con noi», confessa. Il Cavaliere non fa nomi. Quelli che circolano nel Pdl non sono nuovissimi. Si parla della deputata pescarese Vittoria D'Incecco. Che, raggiunta dal Tempo, smentisce: «Una voce del tutto infondata. È già la seconda volta che provano a mettermi in mezzo. Sono e resto un punto di riferimento del Pd abruzzese e pescarese. La prima volta ero più stupita che arrabbiata. Stavolta sono davvero indignata». Si parla anche di un altro deputato del Pd, questa volta lombardo. Nei prossimi giorni si scopriranno le carte. Quel che è certo è che Berlusconi appare sempre più convinto di allargare a breve la maggioranza. Intervenendo telefonicamente a una manifestazione dei Responsabili a Catania, afferma: «Sono sereno, sereno per i lavori parlamentari e per le riforme e per il consolidamento della maggioranza. È ormai un fatto acquisito che siamo vicini al traguardo di 330 deputati e la maggioranza è in grado assolutamente di approvare le riforme». Quindi ripete da Villa Certosa in Sardegna dove è volato per qualche ora di relax: «Bisogna votare e approvare i provvedimenti» per «dare agli italiani le riforme che si aspettano. Nelle risposte dobbiamo esser molto concisi e pensare soprattutto, direi quasi esclusivamente, a votare e approvare i nostri disegni di legge». Nuova botta di ottimismo: «Gli italiani in questi tre anni ci hanno sempre confermato la loro fiducia. Abbiamo vinto dopo le elezioni nazionali, tutte le elezioni che ci sono state e vinceremo anche le prossime amministrative». E torna a ripensare alle prossime tappe in Parlamento: «Bisogna cercare di non rispondere alle provocazioni che arrivano dalle opposizioni che sostengono cose che sono normalmente menzogne e offese ma pensare soltanto a votare». Coccola i Responsabili e in particolare Domenico Scilipoti, l'organizzatore della manifestazione di ieri mattina: «Complimenti per la sigla, la proporrò tra le canzoni del Bunga bunga». Dice di considerare ormai il nuovo gruppo il vero «terzo polo», la «terza gamba della maggioranza». Il suo pensiero corre all'ultima settimana parlamentare. Quella che avrebbe dovuto dare il via libera al processo breve e al voto sul conflitto di attribuzione e invece è finito tutto in una rissa con relativo richiamo del Colle. Ripete nel suo discorso che serve «compattezza», ma anche «intelligenza»: una sorta di monito per i giorni a venire. Guarda avanti, alle prossime tappe dunque. La settimana che si apre domani sarà intensa sia a Montecitorio sia a Milano, nelle aule dei tribunali. Domani si ricomincia dal processo Mediatrade e mercoledì, il giorno più atteso, si inizia con quello relativo al caso Ruby. Per quest'ultimo il Pdl sta immaginando anche di votare in aula l'improcedibilità almeno per il reato di concussione: una strada che imporrebbe all'accusa di sollevare il conflitto di attribuzione.
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