Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

I robot non rispondono all'appello

default_image

  • a
  • a
  • a

Ma,anche se con tecnologie più arretrate di oggi furono usati sia a Three Mile Island che a Cernobyl, nessun robot risulta impiegato finora a Fukushima. Hidehiko Nishiyama, portavoce dell'agenzia per la sicurezza giapponese lo ha detto chiaramente: «Non abbiamo notizia dell'utilizzo di robot» presso la centrale di Fukushima. Sono in molti a chiedersi il perchè di questa assenza. «Il problema - spiega il prof. Paolo Dario della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa - è che al momento per uso civile non esistono per questo tipo di emergenze robot complessi e sofisticati come quelli utilizzati per fermare la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico a 1.500 metri di profondità. Nessun robot civile può operare con la stessa affidabilità in un ambiente ad altissima radioattività. I giapponesi avevano cominciato negli anni '80 a progettare robot per emergenze di questo tipo, ma la tecnologia in quel settore non ha avuto lo stesso sviluppo come in quello dei robot per gli abissi marini. Parlo naturalmente solo per i robot civili, per quanto riguarda quelli militari non si può escludere che ne esistano, coperti da segreto militare. E, anzi, gira voce che sia in arrivo in Giappone un robot americano da utilizzare nella centrale di Fukushima. Ma è una voce di cui non ho trovato riscontro finora». A Cernobyl, sono stati usati robot industriali, tra cui alcuni inviati anche dal Giappone, sia per la rilevazione delle radiazioni che per l'assemblaggio di parte del sarcofago. Le radiazioni, però, continuavano influire pesantemente sul loro operato e sulle operazioni a distanza.

Dai blog