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Berlusconi richiama tutti: "Pensiamo a governare"

Silvio Berlusconi

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Andare avanti, governare. Riprendere l'azione dell'esecutivo. Silvio Berlusconi abbandona le reazioni emotive, la voglia di gridare, di reagire. Mette da parte la piazza, per il momento la manifestazione prevista inizialmente per il 13 febbraio sembra essere accantonata. Insomma, il Cavaliere torna sulla linea che in settimana avevano provato a consigliargli i due capigruppo, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto. Che la svolta fosse nell'aria lo si era capito da una dichiarazione proprio di Cicchitto che arriva a ora di pranzo: «Per quanto è possibile la situazione politica generale va riportata sul terreno della normalità. Nessuno può dimenticare che il voto del 14 dicembre alla Camera e al Senato ha dimostrato che questo governo ha una maggioranza e, anzi, in questi giorni l'ha consolidata». Così, quando nel pomeriggio Berlusconi interviene telefonicamente da Arcore a una manifestazione dell'Adc di Pionati a Cassino, il premier si mostra sereno, convinto a proseguire il lavoro, a consolidare i numeri in Parlamento tanto da lanciare affondi contro il trio Fini-Casini-Rutelli e contro la loro ipotesi terzopolista con l'obietivo dichiarato di recuperare qualcuno tra le loro truppe. Dice il capo del governo: «Nonostante quello che sta accadendo sono sereno e determinato. Noi continuiamo a governare con una squadra di governo appassionata. Ogni giorno abbiamo problemi che credo risolviamo con capacità». Quindi rassicura la platea: «Continuo a lavorare tutti i giorni moltissime ore al giorno nell'interesse del Paese e di tutti». A convincerlo sono anche i sondaggi. Il Berlusconi più gradito è sempre quello che del fare, che agisce, che governa. Per questo, nella telefonata ai militanti dell'Adc, spiega: «Chi vuole elezioni pensa non ad una nuova legislatura con governo compatto e unito, ma pensa solo ai propri interessi». Chi chiede le urne subito «non pensa a un nuovo governo in grado di governare e fare le riforme». «Noi, rispetto all'assemblaggio del Terzo Polo costituito da spezzoni del passato, abbiamo un'alleanza con la Lega e il cosiddetto gruppo di responsabilità che è l'unica possibilità di governo solido che garantisce stabilità e capacità di uscire dalla crisi globale - insiste il presidente del Consiglio -. Se si ha la possibilità di uscire dalla crisi meglio di altri Paesi e riprendere il cammino dello sviluppo e le riforme, questa possibilità si fonda sull'alleanza politica e programmatica tra Pdl, Lega e il nuovo gruppo di cui anche l'Adc è uno dei fondatori», sottolinea. E aggiunge: «Un muro che ci ha messo ostacoli sulla strada del governo e del cambiamento è rappresentato da tutti quei politici di professione e di lungo corso - dice il premier - che sono relitti del passato. Casini, Rutelli e Fini hanno una mentalità neppure in grado di capire che governare è fare, cambiare le cose, modernizzare l'Italia». Definisce il Terzo Polo «fantomatico», se la prende con i leader. Senza quei tre non ci sono più «vincoli e condizionamenti» e quindi «siamo più liberi, forti e determinati che mai», dice Berlusconi. Per il premier l'uscita di Fini dalla scena del Pdl va vista come «una risorsa», considerato il suo ruolo di «sabotatore»: ora il governo può andare avanti su Fisco, Federalismo e riforma della Giustizia, «cui Fini ha sempre detto di no». La maggioranza c'è: «Io credo che i numeri tengano, ne sono convinto - evidenzia il Cavaliere -. Lo abbiamo dimostrato vincendo sette a zero queste tornate e questi agguati che la sinistra ci aveva fatto». Agguati che però la maggioranza e il governo sono «riusciti a sventare: andiamo avanti a governare in mezzo alle difficoltà. Abbiamo di fronte il muro innalzato dall'opposizione che dice di no a tutto ciò che noi proponiamo», ma «non è in grado di presentare una sola proposta per risolvere i problemi del Paese. L'opposizione è solo capace di opporsi alle riforme coraggiose del governo», conclude. Dopo l'intervento a tempo di record arriva il commento di Gianfranco Rotondi, non a caso ministro dell'Attuazione del Programma: «Ha detto bene il presidente del Consiglio: non c'è alternativa a questa maggioranza. L'esecutivo andrà avanti per completare il programma. L'errore di Fini e Casini è pensare che demolendo Berlusconi viene il turno loro. Berlusconi, invece, ha un rapporto profondo con il Paese». Forse siamo a una nuova svolta che potrebbe prevedere anche un rafforzamento della squadra di governo con nuovi ingressi. Si vedrà.

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