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Ora piangono le Aspiranti Fidanzate d'Italia

Il videomessaggio di Silvio Berlusconi al sito dei Promotori della Libertà

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Silvio, mica si fa così. Mica si dice all'improvviso, senza preparare al colpo. Mica si sfasciano in dieci secondi e dieci parole anni e anni dal coiffeur preferito delle vere sciure. Mica s'azzerano le ore passate dall'estetista, dal chirurgo delle starlette, dal lookologo, dal massaggiatore, dal trainer, dalla sarta. Soldi buttati al vento. Perfino quelli rifilati al maestro di canto. Sperando, chissà, che a quella certa convention, sotto i riflettori azzurri, beh, lui notasse, ne scegliesse una. La più intonata a gorgheggiare «Meno male che Silvio c'è»... Piangono in gramaglie le mille Aspiranti Fidanzate d'Italia. Folgorate dall'annuncio più choc della legislatura. Quel bel signore senza un capello fuori posto, distinto, colorito quanto basta, spumeggiante in privato (si dice). Un cavaliere che mai e poi mai, giura, ha pagato una donna. Soprattutto il più ricco d'Italia. E poi libero, liberissimo dopo che quella trinariciuta di Veronica ha buttato al vento il ben di Dio. Insomma, il principe azzurro, il partito ideale. E se è stagionato è meglio. Dà sicurezza. Ma lui che fa? Di punto in bianco confessa: «Da quando mi sono separato ho un rapporto stabile con una persona». E fa pure il gentiluomo («Non avrei dovuto dirlo per non esporla mediaticamente»).   E affonda il coltello nella piaga evocando seratine e seratone felici, allietate solo da bon ton. Anzi, da «eleganza, decoro, tranquillità». E cene, e dopo cene di squisito glamour. Vuoi sullo sfondo brumoso di Arcore, vuoi su quello rinascimentale di Tor Crescenza. Vuoi tra sardi e selvaggi panorami, vuoi fra il blasone romano di via del Plebiscito. Che svolta sarebbe stata accasarsi da lui. Altro che le D'Addario, le Ruby, le Noemi. Loro, le vere Aspiranti Fidanzate d'Italia, s'erano addestrate per l'incontro della vita. S'erano tinte rosse, come Michela. S'erano infilate gli occhiali a montatura nera, come Mariastella. Avevano fatto crescere sulle spalle i capelli, come Stefania. Macché. Lui in doppiopetto blu, bello come un attore, nonno rassicurante con tutte quelle fotografie di figli e nipotini alle spalle, spunta a bucare il video e liquida le speranzose con un «mi dispiace, la fidanzata ce l'ho già». Ma poi questa chi è? Da dove spunta fuori? Vabbè che il fido La Russa qualche accenno lo ha fatto, vabbè che c'è chi azzarda che si tratti di una di sinistra. Ma lei, la parvenù, come si permette? Manco la Canalis è uscita allo scoperto così ufficialmente. Il paparazzo s'è dovuto appostare giorni prima di beccare la signorina con il bel Clooney. E invece l'unico, vero single d'oro d'Italia che fa? Spiazza la Boccassini con la dama sconosciuta? Magari gliela presenta domani accompagnato all'incontro con la chitarra anema e core di Apicella? Chissà, avranno detto col cuore impietrito le Aspiranti Fidanzate d'Italia. Ora ripiombate nell'ombra, ridotte a meno «della metà di niente», come ebbe a dire una volta l'incauta Veronica nello sfogo epistolare a la Repubblica. Già, l'incauta ex. Che colpo, pure per lei. Che notti di incubo. La sagoma della nuova first lady ad agitare i sonni come il fantasma di Banco con Macbeth. Che ne sarà dell'appannaggio post-divorzio? E se Silvio avvia l'ora della decisione irrevocabile? Se scodella altri due figli con la nuova signora? Il patrimonio sarà frullato. Si divide per sei, per sette, invece che per cinque. Penserà manzonianamente la sciura Lario: «I guai vengono bensì spesso perché ci si è data cagione». E si metterà in gramaglie. Insieme a tutte le Aspiranti Fidanzate d'Italia.  

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