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Guzzanti detta le condizioni per il sì

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Traquesti c'è Paolo Guzzanti che, secondo il segretario del Pli (partito in cui milita) Stefano de Luca, «voterà sicuramente la sfiducia». Ma il deputato, ex Pdl, non la pensa così: «Apprendo con sorpresa che il segretario del mio partito ha già stabilito che io debba votare la sfiducia al governo e ne dà pubblico annuncio per mio conto. Ciò mi sorprende perchè il mio aut-aut a Berlusconi era e resta chiarissimo: se il presidente del Consiglio dichiarerà davanti al Parlamento che la legge elettorale vigente (il famigerato porcellum) è morta, io voterò la fiducia. Se, viceversa, Berlusconi tergiverserà su questo punto, annacquando l'ipotesi di rifoma elettorale in un quadro di vaghe ed eternamente evocate riforme istituzionali, io voterò la sfiducia». «C'è poi il secondo punto - prosegue - che riguarda i provvedimenti economici richiesti dal mio partito e cioè privatizzazioni in grado di ridurre il debito pubblico in maniera significativa. Anche qui varrà lo stesso criterio: se Berlusconi prenderà un impegno in questo senso davanti al Parlamento voterò la fiducia e in caso contrario no. L'idea che si debba annunciare un voto di sfiducia a prescindere, qualsiasi cosa il presidente del Consiglio possa dire in Parlamento contrasta in maniera netta con l'impegno che io stesso ho assunto di fronte al mio partito, la cui direzione nazionale nella sua riunione di giovedì scorso ha pienamente approvato e sostenuto sia la forma che la sostanza».

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