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"I centri sociali preparano lo scontro"

Roberto Maroni

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Il rischio c'è ed è concreto. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, dopo aver letto le informative dei servizi arrivate a lui e al Copasir, lo ha detto chiaramente: domani, durante la manifestazione della Fiom a Roma, c'è un'alta possibilità d'incidenti. Non tanto da parte del sindacato quanto per colpa di piccoli gruppi di esponenti dei centri sociali che si preparano a infiltrarsi fra i manifestanti per poi uscire all'improvviso e scatenare incidenti. La tensione tra le frange più estreme della sinistra e i sindacati – in particolare la Cisl – del resto è alle stelle da mesi. I primi segnali ci sono stati alla festa del Pd di Torino a fine agosto quando il segretario dell'organizzazione sindacale più «moderata», Raffaele Bonanni, fu contestato in maniera durissima dal popolo viola. Poi c'è stato un susseguirsi di aggressioni e assalti alle sedi della Cisl. Con scritte piene di minacce e muri imbrattati. Incidenti che in alcuni casi – a Treviglio e nel lecchese – hanno coinvolto anche iscritti alla Fiom, l'ala più dura della Cgil. E nei giorni scorsi la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta sugli attacchi alle sedi del sindacato di Bonanni avvenuti nella capitale, con l'ipotesi di reato di minacce e danneggiamento. Ma la rabbia dell'ultrasinistra si è scaricata anche su Confindustria.   L'ultimo episodio è avvenuto mercoledì mattina a Padova, dove un gruppo di esponenti dei centri sociali ha occupato la sede dell'associazione degli industriali. Così ieri mattina Roberto Maroni è salito nella cittadina veneta e da lì ha rilanciato tutta la sua preoccupazione: «Non è tollerabile occupare alcuna sede compresa quella sindacale. Quello che è successo dovrà avere una conseguenza giudiziaria». L'avvertimento del ministro è chiaro: questi episodi non vanno sottovalutati perché potrebbero «determinare una escalation a fatti più gravi». Poi l'allarme per quello che potrà succedere domani a Roma: «Per la manifestazione della Fiom sono stati invitati i centri sociali, compresi quelli di Padova. Non è mai accaduto; e questo richiederà un impegno straordinario alle forze dell'ordine per evitare una emulazione di disordini come quelli accaduti a Padova». Timori ripetuti in serata alla trasmissione del Tg1 «Porta a Porta»: «Il Copasir ha detto che ci sono rischi di infiltrazioni di gruppetti anche stranieri e noi vigileremo. Ma il rischio c'è: l'occasione di infiltrarsi è molto ghiotta per queste persone che vogliono spaccare vetrine o fare danni». «Comunque – ha concluso Maroni – domani incontrerò i responsabili della Fiom e sono certo che, essendo questo un grande sindacato, eviteranno con il loro servizio d'ordine che gruppetti di violenti possano fare danni». Parole che comunque non hanno «ammorbidito» la posizione del leader della Fiom Maurizio Landini. Che ha criticato il ministro dell'interno: «È sbagliato e pericoloso alimentare un clima mediatico che cerca di modificarne il senso e le ragioni della manifestazione del 16 ottobre».   «Ciò è ancor più vero – ha aggiunto – se il ministro Maroni e i servizi parlano di possibili infiltrazioni di gruppi stranieri che, com'è noto, non sono metalmeccanici, né tantomeno sono stati invitati al corteo. Sabato a Roma la manifestazione indetta dalla Fiom si svolgerà in modo pacifico, democratico e non violento per il contratto nazionale, il lavoro, i diritti, le democrazia e la legalità e siamo certi che avrà una grande partecipazione».

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