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Manifesti anti-Gianfry e vuvuzela Si prepara lo scontro

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Gianfranco Fini parlerà a Mirabello questa sera ma sono giorni che la tensione è alta Tiene banco soprattutto il «pericolo» di contestazioni durante il comizio del presidente della Camera. Ma i fedelissimi dell'ex leader di An non si arrendono e sono determinati ad evitare qualsiasi disturbatore. Secondo le stime degli organizzatori della festa di Mirabello, infatti, a sentire Fini ci saranno alcune migliaia di persone. In queste settimane sono stati addirittura organizzati i pullman da ogni parte d'Italia. Dunque non si scherza. Se un paio di giorni fa Generazione Italia ha denunciato il «piano» del ministro Brambilla per boicottare la festa di Gianfranco (lei ha querelato), ieri i finiani sono tornati sul tema in modo circostanziato. «Abbiamo qualche amico anche a Palazzo Grazioli. E qualche uccellino lì intorno. Che ci hanno rivelato una notizia interessante. Sventati i pullman degli squadristi, grazie alla nostra denuncia, alla testimonianza di Vitale Mattera e chi più ne ha più ne metta, hanno ben pensato nel palazzo romano di immaginare un'altra forma di contestazione nei confronti del presidente della Camera che domani terrà il suo intervento in quel di Mirabello, all'interno della ormai famosa e attesissima Festa tricolore Futuro e Libertà» scrivono i fedelissimi del numero uno di Montecitorio sul sito di Generazione Italia. «L'idea era semplice - continuano - poco simpatica e nemmeno tanto nuova: esporre dei cartelli con su scritto "FINIamola". Avevano anche fatto gli appositi sopralluoghi. Tutto pronto insomma, ma li abbiamo sgamati ancora una volta. E quindi il gioco si ripete: siamo sicuri che avendo svelato l'intenzione, domani non avremo la sfortuna di assistere a questa manifestazione stupida e desolante. Altrimenti, conosciamo il mandante. O quanto meno il suo indirizzo». Quelli che non sono d'accordo con Fini e che magari vorrebbero dirglielo sono avvertiti. Lo facciano dovunque ma non oggi a Mirabello. Anche perché la denuncia dei manifesti anti-presidente della Camera (peraltro davvero poco originali) non è niente. L'aspettativa per l'intervento di Gianfranco Fini ha talmente spaccato gli ultrà, modello stadio, che ognuno si è dato da fare per davvero. Ieri dall'aeroporto di Pontecagnano (Salerno) è decollato un aereo con lo slogan «Il Sud con Fini per l'Italia».   Il Meridione sarà pure uno dei cinque pilastri del programma di Berlusconi ma i finiani tentano l'«assalto». La campagna pubblicitaria aerea ideata da Adolfo Urso, con altri due velivoli, ha sorvolato anche le spiagge di Abruzzo, Emilia Romagna e Veneto con le scritte «Con Fini Futuro e Libertà» e «Fini il 5 a Mirabello». L'aereo campano partito alle 10,30 circa da Pontecagnano ha sorvolato Napoli e anche i territori delle altre province della regione. Un'iniziativa che rientra nel più ampio programma promosso sul territorio regionale da Enzo Rivellini, parlamentare europeo e coordinatore di Generazione Italia in Campania. Da Napoli e dalle altre province saranno almeno 500 i simpatizzanti che andranno alla festa Tricolore di Mirabello. Dal canto suo, il falco finiano per antonomasia, il capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera, Italo Bocchino getta acqua sul fuoco e per una volta invita tutti, anche gli avversari, a prenderla con filosofia. Se a Mirabello dovessero arrivare dei contestatori «li accoglieremo col sorriso, perché la cultura dell'odio politico non ci appartiene», ha detto, nel tentativo di evitare le tensioni. «Siamo certi - ha aggiunto Bocchino - che non ci saranno contestazioni spontanee. Ne sono state organizzate due e dopo averle denunciate credo che non ci saranno. Ma se verranno i contestatori li accoglieremo col sorriso» ha ripetuto. Ma tutto lascia supporre che ci sarà poco da sorridere per eventuali contestatori. Visto che la vera mossa a sorpresa l'ha pensata il senatore Maurizio Saia che ha messo insieme circa 200 vuvuzelas, le fastidiose trombette rese celebri dal Mondiale di Calcio in Sudafrica, per usarle a Mirabello. Come? Lo spiega lui stesso, che le porterà con la sua macchina da Padova: «Le useremo per sovrastare eventuali contestazioni contro il presidente Fini - spiega Saia - Abbiamo deciso di controcontestare non con un servizio d'ordine tipo anni '70 ma semplicemente con un po' di coriandoli e vuvuzelas che pianteremo negli orecchi di chi vuole contestare Fini durante il comizio». Anche il deputato finiano Enzo Raisi tenta di placare gli animi: «Che cosa dirà Fini ancora non lo sappiamo, perché abbiamo un incontro con tutti i parlamentari quattro ore prima del suo intervento, so che parlerà direttamente al popolo italiano, agli elettori - che sono gli unici nostri interlocutori in questo momento, a cui dobbiamo dare delle risposte e dei chiarimenti in merito anche al percorso che abbiamo fatto - e non a Berlusconi». «Abbiamo fatto una settimana a Mirabello in cui abbiamo parlato di politica - continua Raisi - non abbiamo polemizzato con nessuno, abbiamo fatto le nostre proposte, abbiamo parlato alla società civile, sindacati di polizia, ordini professionali, agricoltori, mondo dell'industria: con loro abbiamo interloquito per quanto concerne le nostre priorità per modernizzare il Paese, credo sia anche uno stile che noi vogliamo porre alla politica italiana». Insomma, pure Raisi invita alla calma e a chi gli chiede quale sarà il clima per il discorso di Fini replica: «Grande entusiasmo e gioia. Ho visto che sono già arrivate anche le vuvuzelas, così saremo in pieno clima mondiali». Chissà che alla fine non sia il presidente della Camera a trovarsi in difficoltà a causa dell'apparato difensivo che, a quanto pare, promette battaglia.  

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