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Lavinio è una bella cittadina balneare a un'oretta d'auto dalla Capitale

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Nientea che vedere con le sciccose Fregene e meno che mai Capalbio. Lavinio è nazional-popolare, qui Dacia Maraini e Mario Capanna non si sono mai fatti vedere. A Lavinio sono capitate, in passato, star di quel cinema che attraeva consumatori di chinotti e bruscolini: Stella Carnacina e il rimpianto Maurizio Merli. La sera in piazza non si discute dei temi alla moda, tutt'al più si ciuccia il gelato. I dibattiti si fanno rigorosamente al mattino, sotto all'ombrellone. In questi giorni il calcio offre ben poco e i vacanzieri si buttano sulla politica. Il signor Alfiero, seduto sotto un ombrellone che per una settimana costa come una vacanza di dieci giorni a Sharm El Sheik, legge il giornale. Alfiero, detto Alfierone, 58 anni: capelli (pochi) cortissimi, polo Ralph Lauren rosa (falsa), pantaloncini alla pescatora a quadri e ciavatta d'ordinanza Adidas turchese con righe bianche. Osserva un titolo e lo legge ad alta voce: «Sul federalismo Bossi va all'incasso. Ma che vo' di'?». «Vo' di' che sei ignorante», gli risponde dal lettino vicino Bastiano «Scintilla» (fa il fabbro e lavora con la saldatrice). «Che ti credi che Bossi a Berlusconi gli fa fare quello che gli pare? Quello, il padano, a zio Silvio non lo po' vede'. Se ci ha fatto il governo è solo perché e finché ie fa comodo. E poi lo fa casca'». «Ma no, ma no - interviene Giuseppe, detto "Er Balena", visto che è un po' sovrappeso, di antichissima fede democristiana - se c'è qualcuno che farà cascare il governo quello non è Bossi, è Fini. Ha la fissa del programma... insomma secondo lui il partitone è andato fuori strada e non ci vuole più stare». «A proposito del programma - riprende Alfierone - ma il bollo auto l'hanno abolito o no? Io quest'anno non l'ho pagato». «E allora so' cazzi tua - lo prende in giro Scintilla - Comunque di sicuro il governo non lo fa cascare Bersani», sibila, guardando Enrico detto «Stella Rossa», che fino a quel momento era rimasto in disparte. Enrico, insegnante di filosofia al liceo, ora in pensione, per anni ha teorizzato sulla dittatura del proletariato, poi ha abbracciato il comunismo dal volto umano, successivamente l'Eurocomunismo, fino alla «Cosa» e alla prima «entusiasmante» (come la definiva lui) era Prodi. Alla fine si è perso tra ulivi, querce e margherite. Ora non parla di politica. Seduto su una seggioletta pieghevole legge «l'Unità». Alla battuta degli amici abbassa il giornale, fa un sorrisetto acido e, senza dire una parola, si rimette a leggere. Il suo intervento è finito. «Er Balena» riprende la parola: «Comunque Fini ha sbagliato...». «Fini non sbaglia mai», lo rintuzza Scintilla. Non per niente il fabbro è di queste parti. La vicinissima Anzio è un antico feudo del Msi. In zona su qualche muro sbreccato ancora si intravedono vecchie scritte: «Onore e fedeltà», «Fuan», «Boia chi molla». «Si và bbe' - riprende Alfierone - ma quest'anno a Natale il governo di zio Silvio il panettone se lo magna o no?» Gli amici si guardano e non parlano. Al pari dei più raffinati osservatori politici nessuno sa rispondere.

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