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Quando i finiani doc erano Gasparri e La Russa

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Ilmondo di Fini, nei 17 anni trascorsi dalla prima incursione di Berlusconi nella politica (da quando appoggiò proprio la candidatura del presidente della Camera a sindaco di Roma), è profondamente mutato: c'era una volta il Msi, poi An e il Pdl. Il futuro, fino al definitivo chiarimento, è incerto: potrebbe essere il 'vecchiò Pdl o il 'nuovò Pdl Italia. I compagni di strada di un tempo hanno seguito talvolta l'evoluzione del leader ma più spesso l'evoluzione del quadro politico dominato da Silvio Berlusconi. E c'è anche chi, fondamentale per la crescita di Fini e del Msi, è venuto purtroppo a mancare: Pinuccio "Armonia" Tatarella. Era proprio Tatarella il vero e riconosciuto leader dei finiani d'antan: la corrente si chiamava "Destra in Movimento" e poteva contare su un 30-35% del partito. Ci stava il giovane Maurizio Gasparri, Ugo Martinat, Ignazio La Russa e il giovanissimo Roberto Menia (leader del Fuan). Al congresso di Rimini si presentarono praticamente da soli contro il mondo a difendere la segreteria di Gianfranco, arrivato alla guida del partito alle precedenti assise di Sorrento grazie all'appoggio di Almirante. Venuto a mancare lo storico leader, contro l'ex «delfino» si coalizzarono praticamente tutti, con la sola esclusione della corrente di Franco Franchi (morto qualche anno fa) e di Mirko Tremaglia «Nuove Prospettive». Per Fini fu una debacle ma la stagione del neo-eletto Pino Rauti durò poco e presto Gianfranco tornò alla guida del partito, senza lasciarne il comando fino alla nascita del Pdl. In questi anni le 7 correnti di Rimini '90 mano a mano si sono disciolte e raggruppate, tanto da diventare in An solo due: la destra sociale (sostanzialmente ex rautiani) e il «gruppone» finian-tatarelliano (Destra protagonista) in cui entrano ex oppositori come Altero Matteoli e Adolfo Urso. Oggi i finiani non coincidono più con l'ex An e tantomeno con quel «gruppone». Negli anni alcuni «colonnelli» sono diventati prima «berluscones» e poi pidiellini doc: è il caso di Maurizio Gasparri, ma anche di Ignazio La Russa e Altero Matteoli. Altri sono usciti dal partito, come nel caso dell'ex portavoce di Fini Francesco Storace. La nascita del Pdl e le distanze politiche tra i due cofondatori stanno sancendo la fine di amicizie che pure si erano temprate negli anni dell'accerchiamento missino. Alla memoria torna, ad esempio, la vicenda della conversazione «rubata» al bar da un giornalista de Il Tempo. Estate del 2005: c'è La Russa che da del «malato» a Fini, Matteoli convinto che bisognerebbe «prenderlo a schiaffi», Gasparri che annuisce ma resta in silenzio.

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