Giovani e donne. Un pallino di Silvio Berlusconi. Da tempo, infatti, il premier ha iniziato l'opera di rinnovamento della classe dirigente del centrodestra. E i risultati sono dalla sua parte. Mara Carfagna, classe 1975, da molti considerata il prototipo della «velina», non è solo uno dei ministri più apprezzati, ma è reduce dal trionfo delle Regionali (consigliere più votato d'Italia con 55.740 preferenze nella circoscrizione Napoli e provincia). In ogni caso è tutta la «nuova guardia» del governo a vincere e convincere. Mariastella Gelmini (1973), Angelino Alfano (1970), Giorgia Meloni (1977) non sembrano risentire affatto dell'emozione dell'esordio e stanno gestendo alcuni dei capitoli più delicati dell'attività dell'esecutivo. Insomma il mix di innovazione e esperienza funziona e il premier ha intenzione di replicare la formula all'interno del Pdl. Chi lo ha incontrato prima della partenza per la Sardegna (dove trascorrerà la Pasqua), racconta che il presidente del Consiglio è assolutamente galvanizzato dai risultati della «pattuglia rosa» schierata nella tornata elettorale. In particolare dalle performance della toscana Monica Faenzi (1965) e dell'emiliana Annamaria Bernini (1965). Quest'ultima ha già incontrato il Cavaliere, mentre Faenzi dovrebbe vederlo nei prossimi giorni. Si parla di ruoli all'interno del partito (Bernini è già viceportavoce) e non è escluso che venga affidato a loro il compito di radicare il Pdl nelle regioni rosse magari subentrando ai coordinatori regionali Filippo Berselli e Massimo Parisi. Ma nella mente di Silvio ci sarebbero anche altri nomi. Si parla ad esempio dell'alemanniana Barbara Saltamartini (1972) e dell'ex coordinatrice nazionale dei giovani di Forza Italia Beatrice Lorenzin (1971). Le due deputate romane hanno giocato in prima fila nella battaglia che ha visto Renata Polverini battere, pur tra mille difficoltà, Emma Bonino. Barbara si è occupata dell'organizzazione di piazza San Giovanni, Beatrice era la portavoce del comitato elettorale di Renata. Il caso vuole che gestiscano, insieme, il dipartimento Pari opportunità del Pdl, ma potrebbero conquistare posizioni. Così come Deborah Bergamini, 43 anni, ex consulente per la comunicazione del premier, ex dirigente Rai ed oggi deputata. Il premier l'ha incontrata nei giorni scorsi a Palazzo Grazioli e non è escluso che stia pensando ad un ruolo per lei nel partito che verrà. Insomma, Berlusconi si prepara a muovere le sue pedine e l'impressione è che si tratti di una vera e propria «carica» di quarantenni. E gli uomini? Il Cavaliere ha detto chiaramente che i coordinatori sono inamovibili. Quindi Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi rimarranno al loro posto. E dovrebbe rimanere al suo posto anche il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto che in molti danno in uscita. Ciò nonostante il premier vorrebbe valorizzare il vicepresidente della Camera e responsabile organizzativo del Pdl Maurizio Lupi. Un piccolo particolare: il deputato milanese va per i 51 anni. Ciò nonostante gode di ottime referenze (su tutte l'amicizia fraterna con il ministro Alfano) e pare che il premier, ogni volta che lo incontra, insista nel dirgli che gli affiderà un compito di responsabilità. I ben informati assicurano poi che vadano assolutamente tenuti d'occhio Simone Baldelli (38 anni, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera e delegato d'Aula), il sardo Mauro Pili (44 anni) e il toscano Gabriele Toccafondi (38 anni e «delfino» di Lupi). E chissà che Silvio non tiri fuori dal cilindro altre giovani promesse.
E il Cav prepara la carica delle quarantenni
