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Pace fredda con Fini "Non ci sentiamo"

Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi

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«Fini? Nessun contrasto». Il presidente del Consiglio prova a stemperare così. Assicura che sul tema delle riforme non esistono problemi con il presidente della Camera. E questo nonostante il clima tra i due sia tutt'altro che sereno. Con l'avvicinarsi del voto le tensioni interne si acuiscono, dando vita a continui botta risposta tra le diverse anime del Pdl. Ora, però, sul tavolo c'è un obiettivo importante, prioritario per tutti: vincere le elezioni. Motivo per cui Berlusconi interviene da Bruxelles, negando frizioni o attriti con Gianfranco. Mentre lui, l'Inquilino di Montecitorio si affida al sito del Secolo d'Italia per «rispondere» all'ennesimo attacco di Vittorio Feltri. Le regionali di domenica e lunedì appaiono sempre più come il momento della verità per stabilire - come sintetizzato nei giorni scorsi da Umberto Bossi - «chi ha ragione» tra i contendenti. «Ci sarà di certo una resa dei conti - dicono all'interno della maggioranza -. È solo tutto rinviato». Per ora i due co-fondatori continuano a parlare a distanza, replicando, seppur indirettamente, l'uno alle parole dell'altro.  «Non ho avuto occasione di parlare con Fini - spiega Berlusconi ai cronisti appena arrivato al Ppe a Bruxelles - Per quanto mi riguarda non c'è nessun contrasto». La domanda è sul presidenzialismo, ultimo tema sul quale Berlusconi e Fini hanno evidenziato "visioni" diverse, ma l'attenzione è tutta per le dinamiche interne al Pdl: «In un partito del 40% è naturale che ci siano sensibilità diverse. Quello che è importante è che si discuta e che si arrivi a una decisione e che la minoranza accetti la decisione della maggioranza, senza contrapposizioni sterili». C'è poi un'altra questione, anche questa fondamentale per il centrodestra. Alle prese con il rischio astensionismo, il presidente del Consiglio ieri è tornato a lanciare un appello a recarsi alle urne in modo compatto e a non disperdere i voti per le liste minori. Qui, l'interlocutore a cui si rivolge il Cav è Pier Ferdinando Casini, attaccando il partito dei centristi «certamente votato da elettori del centrodestra» ma che «in alcuni casi si presenta addirittura con la sinistra, anche quella più oltranzista e giustizialista». Il premier sa di partire in svantaggio per esempio nel Lazio dopo l'esclusione della lista del Pdl a Roma, ma anche per la "caratura" di Emma Bonino, che tenta soprattutto gli indecisi dell'ultima ora. Per questo ha scelto di chiudere la campagna elettorale stasera proprio a fianco di Renata Polverini al Salone delle fontane dell'Eur. Un voto, quello delle Regionali, su cui il premier si dice ottimista, «sono sicuro che gli italiani decideranno bene. Anche se questa campagna elettorale è stata fatta di scandali fasulli e non abbiamo avuto la possibilità di far vedere tutte le cose che questo governo ha fatto». Un'apertura Berlusconi la concede questa volta all'opposizione, dopo le cotrapposizioni frontali delle ultime settimane. Ai cronisti che chiedono se dopo il voto delle Regionali potrà essere possibile la riapertura di uno spiraglio di dialogo il premier mette subito in chiaro: «Da parte mia non c'è nessun ostacolo. E non c'è mai stato».

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