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Berlusconi scrive al Papa «Siamo portatori di pace»

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seguedalla prima Giancarla Rondinelli Nella missiva uno il concetto chiave: «Chi pratica la violenza fisica o verbale nega l'insegnamento di Cristo». Dal Vaticano fanno sapere di aver gradito la lettera del presidente del Consiglio: «Gli auguri fanno sempre piacere». Nella lettera inviata al Papa Berlusconi rassicura il Vaticano sul fatto che nel governo i «valori cristiani sono sempre presenti» e che il suo esecutivo farà di tutto per garantire la pace sociale. Il gesto di Massimo Tartaglia continua ad essere ben presente nella mente del capo del governo. Segno che la violenza subita ha lasciato il segno. Del resto il suo stato di salute, pur se notevolmente migliorato, non è ancora ottimo: i dolori al volto, al naso e ai denti, raccontano da Arcore, non lo hanno abbandonato. Inevitabile quindi un accenno nella missiva inviata al cardinal Tarcisio Bertone per i tradizionali auguri di buon Natale al Papa: «Ringrazio il Santo Padre per la vicinanza manifestatami, a seguito dell'aggressione subita. Le Sue parole mi sono state di grande conforto». Poi un'osservazione in cui sembra puntare l'indice contro di chi fomenta quel clima d'odio che, a giudizio del premier, ha influenzato la mente «labile» di Tartaglia: «Il Natale - dice infatti Berlusconi - è un momento importante di riflessione per tutti gli uomini di buona volontà: il messaggio di pace e di fraternità di Cristo, che dovrebbe regnare tra gli uomini, purtroppo viene dimenticato quando alla forza delle idee si risponde con la violenza verbale o financo fisica». L'altro passaggio di rilievo è più strettamente politico: «Posso confermare che - assicura il Cavaliere - i valori cristiani testimoniati dal Pontefice sono sempre presenti nell'azione del Governo da me presieduto, che adotterà tutte le misure necessarie per garantire la serenità e la pace sociale». Parole in cui si può leggere l'ennesimo tentativo di chiudere le polemiche con quella parte del mondo cattolico che non ha gradito alcuni comportamenti privati del premier. Un passaggio che però contiene anche la promessa del capo del governo di rispondere alle conseguenze della crisi sull'occupazione. Una lettera salutata positivimanente da Maurizio Lupi, vicepresidente delal Camera. Perché, dice, testimonia «la volontà del governo di porre al centro della sua azione, come ha fatto sin dall'inizio impegnandosi con misure concrete, i valori cristiani ed umani di cui tutte le culture del nostro Paese sono intrise». Da Oltretevere non trapelano commenti ufficiali. Nè come il Ponetfice deciderà di rispondere alla lettera. Di certo c'è che Ratzinger - come di consueto - parlerà dell'Italia durante la benedizione «Urbi et Orbi» che impartirà domani dalla loggia centrale di San Pietro. In quell'occasione il Papa potrebbe proprio far riferimento anche agli auguri di Berlusconi come a quelli, tradizionali, del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Intanto, anche ieri il premier, costretto al riposo forzato, ha passato gran parte della giornata a ragionare sulla agenda dei prossimi mesi (a febbraio sarebbe in programma anche un viaggio in Terra Santa), al telefono sia per rispondere alle tante telefonate di auguri che per tenersi aggiornato sull'attività di governo. Tra le visite di ieri anche quella del ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi e della deputata Pdl Laura Ravetto. E proprio ieri, l'aggressore Massimo Tartaglia ha fatto sapere, attraverso i suoi legali, di essere «grato e commosso» per il perdono manifestato dal presidente del Consiglio. Gli avvocati, tra l'altro, spiegano di essere fiduciosi che i giudici sapranno valutare «con serena obiettività» le condizioni di salute del signor Tartaglia, alla luce della nuova documentazione sanitaria «raccolta dalle difese e della relazione psichiatrica che verrà depositata dai consulenti tecnici di parte al termine della consulenza». Nonostante i tentativi di fare un blitz in Abruzzo, l'agenda del Cavaliere per questi giorni non cambia: questa sera resterà ad Arcore da dove, intorno alle 19, chiamerà la caserma di Coppito all'Aquila. Anche per domani non sono previsti spostamenti: resterà a villa San Martino dove però lo raggiungeranno i suoi figli. Luigi, il più piccolo, ricoverato nella notte tra lunedì e martedì scorsi all'ospedale San Gerardo di Monza per forti dolori addominali, è stato dimesso ieri pomeriggio. Ci sarà anche lui al pranzo natalizio ad Arcore. Di certo sarà un piccolo evento dopo le tensioni fra i figli nati dal primo matrimonio (Marina e Piersilvio) e quelli del secondo (Barbara, Eleonora e Luigi). Su un eventuale presenza di Veronica Lario, nessun dubbio: non ci sarà.

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