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«Siamo pronti a cambiare nome e a formare con Francesco un nuovo partito, che non sarà un partitino

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Iconfetti tra un anno». Quanto alle scadenze a più stretto giro Per le regionali noi non abbiamo fretta, ma prendiamo atto che le risposte del Pd sono molto insoddisfacenti. Ma questo non vuol dire che abbiamo accordi con il centrodestra». Di fronte a un parterre d'eccezione, a Palazzo Wedekind, sede de Il Tempo, Bruno Vespa ha presentato il suo nuovo libro «Donne di cuori». Ospiti Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli che hanno risposto alle domande di Vespa e del direttore de Il Tempo Roberto Arditti. Un evento che è servito a fare il punto sui temi caldi del momento, dalla giustizia alle Regionali al futuro dell'alleanza Casini-Rutelli. Ma che ha anche gettato una luce sulla quotidianità familiare dei protagonisti e sul loro rapporto con l'universo femminile. Casini ha voluto chiarire che sul tema delle possibili alleanze per le Regionali finora non ci sono accordi nè con il Pd che «non ha dato risposte soddisfacenti» specie su Puglia e Piemonte, nè con il Pdl. Il che significa che «si realizzeranno intese dove si può». Il leader dell'Udc poi ha rilanciato la sua ipotesi di mediazione per sciogliere il nodo della giustizia. «Il processo breve sarebbe un'amnistia mascherata che porterebbe allo sfascio della giustizia con la distruzione di centinaia di processi in corso». Per uscire da questo cul de sac la proposta del «legittimo impedimento» è «la strada giusta ma che deve essere presa dalla maggioranza, in alternativa al processo breve». E Rutelli, d'accordo su questa linea, ha ribadito che «spetta alla maggioranza fare una proposta alta condivisibile dall'opposizione». Casini quindi ha indicato la sua linea che è di «esercitare la mediazione nella guerrra tra gli avvocati di Berlusconi e i magistrati» fermo restando che l'Udc «non è contrario a una revisione del lodo Alfano». Poi il rapporto tra i due. «Sì, sì - scherza Casini - i confetti ve li daremo in anteprima chiedendoli alla Pelino, deputata del Pdl che li produce». Oltre le battute i due leader hanno parlato delle convergenze. Rutelli ribadisce a chiare lettere che il destino del suo movimento, Alleanza per l'Italia, sarà unito a quello dei centristi. Casini ha scommesso sulla crisi del bipolarismo. «L'Udc è pronta a mettersi in discussione per parlare ad una platea più vasta del riferimento democristiano a cui ci siamo sempre rivolti». Casini prospetta la creazione di un'aggregazione «robusta con il 15% alla portata di mano».

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