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E Mastella spinge De Mita: «Candidati a Governatore»

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Il«giovane» alla sua sinistra chinato verso di lui. «L'anziano» in Lacoste verdone, l'altro in maniche di camicia. Ogni tanto il primo lo richiama con un tocco sulla spalla: si china all'orecchio e gli parla affinché né il pubblico né i giornalisti possano comprendere. L'altro ascolta e annuisce. Ecco gli amici ritrovati, il maestro e l'allievo, il padre e il figlio disperso. Un esterno di famiglia democristiana. A volte ritornano? In verità questi non se ne sono mai andati. Da anni, da decenni non si parlavano. E ora parlano fitto fitto come se il legame si fosse, non dico mai spezzato ma neanche mai incrinato. La location è la festa dell'Udeur a Telese, quest'anno in versione bonsai a causa, dice il padrone di casa, "della mancanza di fondi". Tema del dibattito è il che fare per la Campania in vista delle regionali dell'anno prossimo. Seduti intorno al tavolo dei relatori ci sono Nicola Cosentino (Pdl), Nunzia De Girolamo (Pdl), Andrea Cozzolino (Pd) e svariati altri esponenti della politica locale. I campanologhi dicono che Clemente e Ciriaco potrebbero stringere un'alleanza per condizionare le scelte del Pdl che, senza i voti di Udc e Udeur, non può sperare di dare lo sfratto a Bassolino o chi per lui. Osservandoli attentamente però si riesce a cogliere qualcosa in più: De Mita ormai invecchiato nel fresco dei suoi 81 anni. Mastella un po' provato dal cibo e dall'anno horribilis che ha passato. Guardandoli si avverte che c'è qualcosa di più del normale rapporto politico. Si coglie aria di sereno appagamento dopo aver sanato una ferita umana, uno strappo dello spirito. Gli altri parlano e De Mita prende appunti. Mastella lo guarda con attenzione. Il dibattito si svolge per lo più sulle tematiche interne alla Campania, su quel fenomeno da combattere che la deputata Pdl De Girolamo descrive come «il napolicentrismo». Quando tocca all'ex premier parlare tutta l'attenzione si catalizza su di lui. De Mita non nomina mai Berlusconi, ma nel suo intervento di riferimenti al presidente del Consiglio ce ne sono numerosi. Come per esempio quando critica duramente le regole istituzionali della seconda Repubblica: «La personalizzazione della politica comporta una distorsione dell'intera vita democratica e l'emarginazione del ruolo delle assemblee rappresentative rispetto ai poteri di chi governa». Nessun riferimento diretto al Cavaliere, dunque, ma accusa «l'intero sistema che punta al demiurgo di turno per rappresentare una volontà popolare senza che sia legittimato a farlo». L'anziano Dc parla e il più delle volte sembra rivolgersi direttamente a Mastella: spesso lo guarda dritto negli occhi come a lanciare qualche messaggio al diretto interessato. Parlando della prossima sfida elettorale per la Campania, e soprattutto dell'attuale governatore Bassolino, l'opinione di De Mita non è affatto criptata, è evidente. «Io non lo volevo — dice l'ex premier — Non l'ho mai voluto e non lo voglio». Dunque ora c'è bisogno di voltare pagina. De Mita finisce di parlare e scatta un lungo applauso. A questo punto Mastella non può rimanere in silenzio, non può non cercare di stanare De Mita, non può non raccogliere quell'invito, seppur indiretto, a voltare pagina ipotizzando seppur velatamente un possibile accordo. Il leader dell'Udeur prende la parola: «Che sia De Mita dall'alto della sua saggezza ad avanzare una proposta e su questa verificheremo chi ci sta e chi non ci sta». Invitandolo chiaramente a dire se vuole fare il presidente della Regione: «E dillo», ha esortato l'ex Guardasigilli. Una sfida? Ne ha tutta l'aria. Per ora si tratta di primi passi, di primi tentativi di accordo politico. Si vedrà nelle prossime settimane. Quel che è certo per ora è che nel cuore delle Terme di Telese, ieri, i due si sono finalmente riparlati.

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