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Calciatori categoria a rischio

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Urgonoprovvedimenti in tempi rapidi, perchè gli atleti - nella fattispecie i calciatori - sono da considerare soggetti ad alto rischio, costretti a fare i conti con le proprie difese immunitarie, che, per quanto generalmente più forti della popolazione normale, possono essere indebolite durante le competizioni. Il primo a lanciare l'allarme è Enrico Castellacci, dal ritiro degli azzurri a Coverciano. «L'influenza A può interessare anche il nostro mondo - ha detto il medico della Nazionale - per questo mi sto attivando per verificare se dobbiamo adottare delle misure. In uno spogliatoio, basta poco perchè l'influenza si trasmetta velocemente». Dello stesso avviso è il professor Carlo Tranquilli, direttore dell'Istituto di medicina del Coni. «È opportuno - ammette - che tutti i giovani atleti compresi nelle fasce di età segnalate dal ministero della Salute, ed in generale gli azzurri delle squadre nazionali, vengano vaccinati». Tra i club che cercano di prevenire c'è la Lazio. «Bisogna prima valutare bene la portata di questo fenomeno - ha ammesso il presidente biancoceleste Claudio Lotito - è sbagliato creare un clima di allarmismo sociale».

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