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Un asilo chiuso a Pordenone 14 scuole siciliane monitorate

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Escagionati gli amici maiali da probabili untori del virus dell'influenza A, nuovi scenari ben più inquietanti si delineano all'orizzonte come quello ipotizzato dal ricercatore australiano Adrian Gibbs per il quale sarebbe stato un errore umano a far nascere in laboratorio il virus. Un'ipotesi sulla quale l'Oms starebbe indagando in questi giorni. Inoltre il premio Nobel Luc Montagnier avverte che la nuova influenza (finora addomesticata con gli antivirali) potrebbe scatenarsi in autunno-inverno, quando potrebbe esserci un picco di mortalità. Ecco perchè «ci vuole una forte vigilanza delle misure politiche, ma anche una responsabilità individuale perché questa vigilanza sia attiva». Intanto da noi il virus zampetta dal Centro, al Nord e poi al Sud. Ieri il Ministero del Welfare ha confermato il caso numero 19: si tratta di una donna di 25 anni rientrata a Milano il 18 maggio scorso da un viaggio a Chicago, negli Stati Uniti, con un volo indiretto. Attualmente è sotto trattamento in isolamento domiciliare. Il ministero della Salute ha anche disposto la chiusura di una scuola materna in provincia di Pordenone. L'istituto era frequentato dal fratello di una giovane la cui situazione clinica di positività al virus era stata riscontrata il 20 maggio. Rientra, per ora, l'allarme sulla Sicilia. Il ministero «non ha dato alcuna disposizione che preveda la chiusura degli istituti scolastici della regione Sicilia per motivi correlati all'infezione da virus A/H1N1». I 14 istituti vengono comunque monitorati dopo il ritorno da New York di studenti che facevano parte dello stesso gruppo dei liceali romani colpiti dall'influenza A dopo una settimana negli Usa per partecipare al cosiddetto mini-Onu. Delle quattordici scuole siciliane attualmente monitorate, quattro sono a Catania, due a Enna ed una, rispettivamente, ad Acireale (Catania), Milazzo (Messina), Siracusa, Canicattì (Agrigento), Caltanissetta, Lentini (Siracusa), Termini Imerese (Palermo), San Giovanni la Punta (Catania). Studenti e personale delle scuole non sono in isolamento in casa ma devono seguire i controlli raccomandati dal ministero, che prevedono che si misuri la febbre due volte al giorno e che si evitino luoghi affollati come feste, autobus o cinema. Alla prima comparsa di sintomi febbrili vanno avvertite le autorità sanitarie.

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