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L'epicentro del virus finisce in quarantena

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MartinoRigacci CITTÀ DEL MESSICO Un paese con 110 milioni di abitanti in quarantena. È quel che sembra oggi il Messico, dove il governo ha deciso un «mega-ponte», da oggi a martedì, proprio quale misura estrema di prevenzione contro la minaccia del contagio dall'influenza da suini. La decisione è stata annunciata dall'esecutivo nelle stesse ore in cui da Oaxaca, una città nel sud del paese, è giunta la notizia di un possibile contagio di una bambina italiana. La piccola ha passato la notte ricoverata in un ospedale e stamani le sue condizioni sono subito apparse migliorate. È stata subito dimessa e farà le cure antivirali necessarie a casa, ha precisato l'ambasciatore italiano, Felice Scauso. Il Paese appare non solo angosciato e preoccupato ma ormai anche sfiancato, visto tra l'altro che oggi entrerà nella sua seconda settimana di emergeneza sanitaria. Per rafforzare ancora di più le misure di prevenzione il governo ha bloccato la pubblica amministrazione e «ogni attività non essenziale» per l'economia, mentre continua a livello nazionale il blocco delle scuole. Le misure sono ancora più rigorose a Città del Messico, dove orma da giorni è di fatto chiuso tutto: oltre alle scuole e università (come nel resto della nazione), anche ristoranti, discoteche, cinema, musei. Si parla inoltre della possibilità di rinviare le elezioni legislative in programma il 5 luglio. Il presidente Felipe Calderon, molto criticato per come sta gestendo la crisi sanitaria, ha quindi colto la palla al balzo del Primo maggio e del week-end per stabilire una lunga pausa fino a martedì 5 incluso, che d'altra parte in Messico è festa nazionale. La grande capitale messicana, dove tra centro e periferie vivono 20 milioni di persone, appare quindi oggi più che mai una città spettrale. Chi può è andato via, chi non può, o non vuole, cerca di rimanere in casa, per evitare possibili contagi per strada o in luoghi pubblici, dove si circola con le mascherine blu anti-virus. A invitare tutti a rimanere tappati in casa è stato proprio parte il presidente Calderon durante un messaggio tv. Di fatto, camminando per le strade di tanti quartieri del Distrito Federal sembra di stare a ferragosto in qualche grande città italiana. È atteso d'altra parte fra qualche ora un nuovo bilancio di contagi e morti. Le persone contagiate sono state finora 99 (inclusi gli 8 morti) mentre sono 176 le morti presunte per il virus. Dati che continuano a mettere paura ai messicani, come confermano gli ultimi sondaggi: il 49% ha timore di ammalarsi.

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