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"Ci troviamo davanti a un danno irrimediabile"

Il sottosegretario Alfredo Mantovano

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«Entro qualche mese riusciremo a bloccare la fuga dei clandestini dai Centri di identificazione e accoglienza, ma il grosso danno è fatto». Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano non si nasconde dietro giri di parole quando gli si chiede di commentare ciò che è accaduto attorno alla norma che prevedeva di estendere da due a a sei mesi il tempo di permanenza nei Cie. Sottosegretario «l'indulto» per i clandestini è entrato in vigore. «Il Governo ha fatto tutto il possibile per evitare questa situazione. Per due volte l'esecutivo ha proposto al Parlamento, la seconda con un decreto, la protrazione del tempo necessario per essere identificati nei Cie per un massimo di sei mesi. Prima il Senato, quando la norma era contenuta nel ddl sicurezza, e poi la Camera nel decreto legge hanno bocciato la norma. Con una parte dei deputati della maggioranza che si sono uniti alle opposizioni». Cosa può fare il Governo? «Non può fare altro che rimettere in circolazione i clandestini visto che è decorso il termine dei 60 giorni per il trattenimento». Vi aspettavate l'imboscata dei franchi tiratori? «Non ci aspettavamo questa sorpresa. Il centrodestra ha vinto le elezioni sulla base di un programma che prevede la lotta ai clandestini. La norma che volevamo introdurre era pienamente compatibile con le norme europee ed era uno strumento efficace per contrastare l'arrivo di nuovi clandestini. Nel centrodestra erano emerse delle perplessità su altre norme, come quella relativa ai medici, ma non su questa. Per noi è stata una sorpresa a tutti gli effetti. Prima del voto avevo illustrato i termini della questione. Continuo a ritenere che le ragioni di quel voto siano estranee alla questione in sè». Pensa che i malumori siano riconducibili al continuo ricorso alla decretazione? «Se esistono riserve sul metodo si discute su questo. Non credo sia giusto accanirsi su altre questioni. Il Pdl aveva affrontato l'argomento in una riunione del gruppo parlamentare, ma nessuno aveva detto nulla. Il ddl sicurezza, che invece era stato approvato dal Governo nel maggio del 2008, è ancora all'esame del Parlamento». Quindi riuscirete a limitare i danni? «No, ci troviamo davanti ad un danno irrimediabile. I 1038 clandestini che sono usciti dai Cie non possono essere recuperati. Nei prossimi giorni ne usciranno altri 277 grazie a questo gesto improvvido. Se riusciremo ad inserirla nel ddl sicurezza, la norma sull'innalzamento dei sei mesi sarà operativa nel giro di qualche mese. Nel frattempo questi immigrati clandestini torneranno in circuiti che non sono legali. Questa situazione provocherà un danno all'immagine dell'Italia. Molti penseranno che si può arrivare facilmente nel nostro Paese». Perché avete pensato di passare da due a sei mesi di permanenza quando ci sono Paesi che hanno un termine di ben 18 mesi? «La Turco-Napolitano prevedeva 30 giorni di permanenza. La Bossi-Fini, che fu duramente osteggiata dalla sinistra, prevedeva il termine di 60 giorni. Il nostro tentativo è stato quello di metterci in linea con gli altri paesi dell'Ue». Il centrosinistra vi accusa di voler costruire dei lager. «Invito gli esponenti dell'opposizione a visitare questi centri. Voglio vedere se dopo avranno il coraggio di utilizzare ancora questo termine. Certo se qualcuno di loro, e mi riferisco a qualche parlamentare europeo della sinistra, come è accaduto a Lampedusa, arriva in questi centri per fomentare rivolte allora è meglio che resti a casa sua».

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