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Pdl, An avverte il Cav: "Servono regole"

Ignazio La Russa

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L'esecutivo di Alleanza Nazionale di ieri, durato nemmeno un'ora, si è chiuso con questo imperativo, affidato alle parole del reggente Ignazio La Russa. «C'è ancora una dialettica — ha spiegato — perché il nuovo soggetto dovrà avere regole precise sulle modalità di scelta della classe dirigente e sulle decisioni politiche». «Siamo tutti d'accordo — ha proseguito — che Berlusconi sarà la Cassazione, ma bisogna ancora definire i primi gradi del giudizio. Il Pdl dovrà vivere in base a regole precise, con la leadership di Berlusconi e con un ruolo altrettanto rilevante, quando non sarà più impedito dagli incarichi istituzionali, per Gianfranco Fini». Ed è proprio il presidente della Camera che si muove dietro la «ribellione» di Alleanza Nazionale di questi giorni riguardo al modo in cui si sta arrivando al partito unitario. Ha iniziato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nei giorni scorsi, organizzando un convegno per domenica 18 gennaio, dal titolo eloquente: «Il futuro delle identità, i valori di destra nel Pdl». E a ruota lo ha seguito buona parte di An. I timori non sono tanto sulla scelta dei rappresentanti all'interno della nuova formazione, quanto i modi in cui viene selezionata la classe dirigente, quali saranno gli organi che prendono le decisioni. «A oggi — commenta il senatore Andrea Augello — non c'è ancora nulla, niente. Bisogna che ci mettiamo a fare qualcosa». Per lavorare Forza Italia e Alleanza Nazionale hanno quasi due mesi e mezzo, il congresso costituente si dovrebbe infatti fare a Roma il 27 marzo. Data «evocativa», spiega Ignazio La Russa, perché è il giorno della prima vittoria del centrodestra nel '94. E una settimana prima dovrebbe svolgersi quello di An. E anche in questo caso c'è chi preferirebbe una luogo evocativo: Fiuggi, cittadina dove nacque Alleanza Nazionale nel '95, piuttosto che Roma. «Presenteremo una mozione congressuale in cui si spiegano i motivi per cui il partito confluisce nel Pdl — racconta Silvano Moffa — E sarà un lavoro al quale parteciperà tutto l'esecutivo di An». Nel frattempo il centrodestra dovrà anche decidere i candidati delle sfide amministrative di primavera, dal candidato sindaco di Firenze a quello per la provincia di Milano. Ma le proteste di questi giorni di Alleanza Nazionale riguardavano, in parte, anche la nomina dei nuovi ministri, viceministri e sottosegretari che Berlusconi aveva lasciato capire di voler nominare. Anche in questo caso, era la tesi di via della Scrofa, c'era bisogno di un equilibrio. Ed era arrivata la richiesta per promuovere Adolfo Urso a ministro del commercio estero. Ma la partita delle nuove nomine per il momento è stata accantonata da Berlusconi, anche per i problemi sorti con la Lega. L'agenda prevede che prima si faccia il Pdl, poi si affronti il nodo dell'allargamento della squadra di governo.

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