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Sacconi risponde al sindacato «Aiuti solo a chi è più debole»

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É sceso dall'auto proprio davanti all'entrata dell'Hotel Nazionale mentre ancora parlava al cellulare. Telefonata che è stato costretto a interrompere in fretta assalito dalle domande dei giornalisti. «É l'ipotesi peggiore» sono state le prime parole che ha pronunciato riguardo al recente studio condotto dalla Cisl secondo cui, a causa della crisi economica globale, sarebbero a rischio circa 900 mila posti di lavoro. Ha poi continuato il ministro: «Bisogna evitare che la generosità degli ammortizzatori sociali incoraggi ad utilizzarli. Dobbiamo filtrare le richieste che ci verranno soprattutto per quanto riguarda quelli in deroga, coinvolgendo le parti sociali e le regioni per concederli solo dove ci siano problemi oggettivi e insuperabili». Allargando poi la visuale all'intero provvedimento anticrisi recentemente vagliato dal governo, Sacconi ha spiegato: «Si tratta di misure adeguate e robuste in favore delle classi sociali più deboli. Il decreto legge va anche nella direzione di una maggiore crescita. Si tratta di una manovra consistente per un paese con il vincolo del debito pubblico». Spunzecchiato poi sull'eventualità che sul provvedimento sia posto il voto di fiducia la risposta è molto secca: «Vedremo». Il tema dell'attenzione alle fasce più deboli di reddito torna anche nelle risposte di Sacconi sul delicato tema dell'Iva agevolata al 50% per le televisioni a pagamento. Infatti dopo aver sottolineato il fatto che la parola ora spetta al Parlamento, ha ribadito: «In questo momento credo sia più giusto pensare ai ceti più svantaggiati, tra i quali non ci sono quelli che hanno...» lasciando in sospeso il discorso, anche se tutto fa ipotizzare che volesse concluderlo con un riferimento alle pay-tv. Non poteva mancare, al tempo stesso, un riferimento alla reale motivazione che portava il ministro a parlare al convegno sulla sicurezza sul lavoro: «Il testo unico in parte deve essere attivato immediatamente - ha ribadito Sacconi - e in parte deve essere corretto. Ho chiesto alle parti sociali di indicare vie condivise, cercando di raggiungere la coesione tra le organizzazioni dei lavoratori e delle imprese» per aumentare il livello di sicurezza sul lavoro. Detto questo si è fatto largo tra i giornalisti e ha raggiunto la sala dove ha trovato ad accoglierlo una folta platea che, con un caloroso applauso, salutava un ex-socialista oggi diventato ministro.

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