Così ieri il cancelliere tedesco, Angela Merkel e il presidente francese, Nicolas Sarkozy hanno chiesto all'Unione europea un temporaneo allentamento dei criteri di Maastricht, a partire dal tetto del 3% del rapporto deficit/pil, per consentire ai paesi membri di fronteggiare la crisi. La richesta è partita con un articolo congiunto, pubblicato su Le Figaro e sul Frankfurter Allgemeine Zeitung. La crisi è la priorità, dunque, e la sua eccezionalità consente di attenuare il rigore nella gestione della finanza pubblica perseguito negli ultimi anni. «Ci sarà tempo successivamente - hanno scritto la Merkel e Sarkozy - per avviare un piano di risanamento dei bilanci». L'istanza sarebbe anche permessa dallo stesso trattato sottoscritto a Maastricht nel 1992, per il quale è prevista un'applicazione meno rigida in caso di grave crisi economica. Questi «margini del patto - hanno spiegato i due leader - devono essere usati». La parole dei premier hanno preceduto le decisioni della Commissione europea che oggi presenta un pacchetto di misure nazionali da 130 miliardi di euro. Sarkozy e la Merkel hanno suggerito a tal proposito che «l'1% del pil è un buon obiettivo», riferendosi alla quota che ciascun paese dovrà versare per contribuire al piano europeo. La Commissione Ue psecondo le bozze circolate nelle ultime ore - chiederà alla Bce di tagliare ulteriormente i tassi per sostenere la crescita. Oltre a un via libera ai vari governi, che per i prossimi due anni potranno varare «misure eccezionali di stimolo fiscale» allentando il cordone del deficit, fino a sforare la soglia del 3%. Gli interventi devono essere dunque simultanei e tempestivi perché la situazione è grave. Ieri lo ha certificato anche l'Ocse. Secondo l'organizzazione parigina l'Italia è in piena recessione e la ripresa arriverà solo nel 2010, dopo un 2009 in profondo rosso. Nel suo Outlook Parigo ha tagliato drasticamente le stime del Pil italiano prevedendo a fine anno una frenata dello 0,4% che nel 2009 arriverà al -1% a fronte delle previsioni di crescita rispettivamente dello 0,5% e dello 0,9% del precedente Outlook di giugno. Allarme anche sul fronte del lavoro: la disoccupazione in Italia è destinata a risalire all'8% nel 2010. Il numero dei disoccupati salirà nel 2010 nella zona Ocse a 42 milioni dai 34 milioni attuali. «Il numero dei disoccupati aumenterà di 8 milioni di persone» ha indicato il nuovo capo economista dell'organizzazione internazionale Klaus Schmidt-Hebbel.
Sarkozy-Merkel: "Allentare i parametri di Maastricht"
