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Ma i partiti non dovevano fare un passo indietro sulla Rai? ...

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Da questa ostinazione è scaturito ciò che è sotto i nostri occhi. Vale a dire un marasma totale dal quale non s'intravede via d'uscita. Un marasma dal sapore kafkiano dal momento che coloro i quali avevano eletto Villari, una settimana dopo sono stati costretti a chiedergli di rassegnare le dimissioni. Richiesta pervenuta all'interessato anche dalle più alte cariche parlamentari e di governo le quali non hanno eccepito alcunché sulla nomina dal punto di vista giuridico, ma hanno avanzato motivi di opportunità politica. Villari, naturalmente, ha fatto orecchie da mercante. E non sembra che chi gli consigliava di desistere abbia insistito più di tanto. Soltanto Veltroni continua a chiedere, guardate un po', l'intervento di Palazzo Chigi, cioè del governo, cioè del solo soggetto che deve restare istituzionalmente fuori dalla vicenda, affinchè si normalizzi la situazione e Zavoli (individuato come figura di garanzia superpartes dai partiti…) possa succedere ad un presidente legittimamente in carica. Se non è partitocrazia questa, cos'altro è? Il leader del Pd dopo aver evidentemente perso la testa, tenta di non perdere la poltrona, ma il suo destino sembra segnato. Curiosamente, la goccia che sta facendo traboccare il vaso dell'insofferenza nel suo partito, è proprio quella Rai a cui ha dedicato cure attente non rassegnandosi a perderne il controllo. In queste condizioni non è immaginabile un rinnovo dei vertici aziendali, scaduti nel giugno scorso, in tempi relativamente brevi, a discapito di un'azienda che avrebbe bisogno di interventi pubblici massici e, soprattutto, di una serenità interna indispensabile per programmare il suo futuro. I tatticismi politici non avviliscono soltanto la Rai, fino ad umiliarne le straordinarie professionalità che è in grado di esprimere, ma ridicolizzano tutta una classe dirigente, tanto di maggioranza quanto di opposizione, la quale, agli occhi dei Paese (sperando che fuori dai confini nazionali non se ne accorgano), sembra avvitarsi attorno ad un "caso Villari", mentre il mondo sta cambiando pelle e movimenti tellurici nella politica, nell'economia, nella cultura propongono interrogativi che non hanno cittadinanza tra le muffe di Palazzo San Macuto. E' possibile, insomma, che tutto cominci e finisca con la Rai per i moribondi di Palazzo Madama e di Montecitorio? Non c'è davvero niente di più importante su cui impegnarsi per i rappresentanti del popolo? Serietà vorrebbe che si occupassero d'altro. E lasciassero un Villari, o chi per lui, a sbrogliare l'intricata matassa. Comunque, se proprio i politici volessero fare il bene il Rai, dovrebbero interessarsene il meno possibile. Cominciando, magari, col chiudere quel serraglio inutile e dannoso che si chiama Commissione di Vigilanza. L'aria politica diventerebbe più respirabile.

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