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Alta tensione a Fiumicino Ora tremano anche i lavoratori delle imprese dell'indotto

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«Prevediamo una larga partecipazione del personale di volo e di terra - spiega Cesare Albanese, sindacalista della Sdl -, perchè sarà una giornata di confronto con i lavoratori sulle questioni più scottanti del Piano Fenice: dal numero enorme di esuberi, che penalizzeranno i lavoratori ben oltre quanto era stato concordato a settembre a Palazzo Chigi, alla condizione dei precari e alle incertezze per il futuro di migliaia di lavoratori, i quali, dopo l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, si troveranno senza un lavoro e senza la pensione. Non risparmia critiche anche il comandante Antonio Divietri, presidente di Avia, il più rappresentativo sindacato degli assistenti di volo. «In queste ore stiamo lavorando soprattutto per mantenere calmi i lavoratori - dice - per non far partire azioni avventuristiche che non gioverebbero a nessuno: gli aerei devono continuare a volare e ad essere puntuali. Quanto all'assemblea - prosegue - credo che il personale sia già informato e consapevole della situazione ma faremo comunque luce in particolare su alcuni punti del Piano forse ancora poco chiari. Per fare solo un esempio, i criteri di riassunzione: ci sono norme grazie alle quali la Cai, forte di una eccessiva discrezionalità, non riassumerebbe coloro che sono gravati da condizioni sociali particolari». Parole dure anche dalla CUB Trasporti: «Noi siamo per la nazionalizzazione della compagnia, il Piano Fenice è inaccettabile - sostiene Fabio Frati, rappresentante nazionale del sindacato autonomo - Senza contare che il piano, dietro la forzatura della Lega lombarda, privilegerebbe Milano Malpensa e di fatto smantellerebbe Fiumicino, con inevitabili ricadute occupazionali pesanti: circa 20mila esuberi tra personale Alitalia e indotto».

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