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E Tremonti rassicura: «L'emergenza finirà»

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Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti è arrivato alla festa Pdl a piedi. Si è fatto lasciare dalla sua macchina prima del piazzale circostante, ha attraversato il piccolo parco davanti l'entrata della piscina comunale (dove si è svolta la festa) ed è entrato. Ad andargli incontro, tra spintoni e telecamere impazzite, c'era un plotone pidiellino capitanato dal padrone di casa Ignazio la Russa, e dal coordinatore nazionale di FI Denis Verdini. Tra cronisti, cameraman, fotografi in cerca dello scatto particolare, signore urlanti («Grazie Giulio, sei unico») Tremonti arriva nella sala del dibattito con da un lungo corteo. Tanti non riescono neanche ad entrare, costretti a seguire il dibattito dal maxischermo allestito vicino la piscina. In prima fila ci sono anche Maurizio Gasparri e il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Il titolare dell'Economia partecipa alla festa del Pdl con un desiderio, quello di parlare alla gente, più che ai cronisti. Anche perché, nell'ultimo periodo, tra federalismo, Alitalia, e crisi economica, di occasioni per rilasciare dichiarazioni alla stampa ne ha avute anche parecchie. Quello che lui voleva fare, come spiega qualcuno da ambienti azzurri, era proprio parlare ai cittadini. «Altrimenti non sarebbe uscito di casa di domenica, lasciando la sua famiglia. Non è nel suo stile». Il titolare del Mef è seduto tra due intervistatori d'eccezione, La Russa e Verdini. Tre domande in tutto, sufficienti però a tracciare un bilancio della situazione economica attuale. Una premessa: «L'Italia è un Paese sostanzialmente di centrodestra, c'è stata una maggioranza di centrodestra c'è e ci sarà — spiega Tremonti — Il problema è dare rappresentanza a questa massa maggioritaria di voti». Guardando all'azione del governo, invece, «c'è qualcosa di repubblicano» perché «si muove in una logica di bene pubblico e di cura dell'interesse generale, che va oltre quello particolare». In questo modo si spiega per il capo del Mef il motivo del «crescente consenso verso questo governo, che va oltre il consenso elettorale e il normale consenso nei confronti di un esecutivo». Mentre il capo dell'Economia snocciola i successi del governo («A cominciare da Alitalia, questione risolta senza neanche un'ora di sciopero») sono in tanti a lasciarsi andare a commenti sul «grande carisma di questo ministro», un «fascino intellettuale» che ha portato molti studenti universitari alla kermesse meneghina. Nella battute finali Tremonti ripercorre le tappe la crisi finanziaria mondiale: «Adesso ci sono cretini che stanno dicendo che siamo come nel '29. Tutte le crisi finiscono, anche questa crisi finirà». Dopodiché la stoccata, lanciata con la sua solita nonchalance. Massimo D'Alema, al convegno dei Giovani imprenditori cita più volte il ministro dell'Economia. «Ho letto sui giornali che ha detto "il denaro non produce magicamente denaro"... è una citazione di Karl Marx», ha ricordato l'esponente del Pd con un sorriso. Un assist che Tremonti non si lascia sfuggire: «Ho letto sui quotidiani che io avrei tratto questa frase da Marx. Intanto niente di male. Il problema — chiosa Tremonti — non è chi ha letto Marx, ma chi non lo ha capito e chi lo ha tradito senza neanche capire di averlo tradito». Finisce il dibattito, scatta la calca dei cronisti. Obbligato a camminare lungo il bordo della piscina, tanta la gente, Tremonti lascia la festa al lido. E questa volta, però, sale subito in macchina.

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